Italia U21, Baldini: «Abbiamo giocatori di buona qualità, ma non ci sono dirigenti all’altezza»
Dopo la qualificazione agli Europei U21, ha parlato ai microfoni di Skysport il ct della Nazionale italiana U21, Silvio Baldini, commentato il suo rapporto con Roberto Mancini e illustrando quelli che pensa siano i problemi attuali del calcio italiano.
«I giocatori ci sono. Il problema del calcio non è avere i giovani o i talenti che sono spariti – spiega il ct -. Abbiamo una buona qualità, il problema è che non ci sono i dirigenti all’altezza per poter fare le cose per bene»
Uno sguardo poi al rinnovamento della Nazionale maggiore durante questa sosta: «La Nazionale maggiore ha messo dentro i giovani e subito si è respirata un’altra aria. Poi, se questi ragazzi non giocano, è normale che non possano migliorare e progredire. Il problema sta lì: le società di calcio dovrebbero investire molto di più, che vuol dire farli giocare, non mandarli in prestito»
E sulla collaborazione con il ct Mancini e Claudio Ranieri: «È basata sui fatti, è professionale: mi hanno lasciato i giovani più importanti, perché avevamo le partite più importanti. Questa è collaborazione. Poi c’è una persona speciale come Claudio Ranieri: ha esperienza, nel calcio ha vissuto diversi campionati, dalla Francia all’Inghilterra alla Spagna. è stato con noi a Pescara e per tutto il ritiro prepartita. Ha detto cose bellissime, che hanno stimolato tutti»
Inoltre, alla domanda se i suoi giocatori siano pronti per la nazionale maggiore, risponde: «Tanti sono prontissimi. Sono ragazzi in gamba, che possono dare la spinta necessaria al calcio italiano: credo che con Mancini avranno la possibilità di esprimersi, perché è uno che i giovani li lancia»
Infine, Baldini torna a parlare della sua esperienza come ct con la nazionale maggiore: «È stata bellissima, e sapevo che avrei vinto quelle partite. Sapevo che i ragazzi avevano le qualità. Mi resta la soddisfazione, che resta anche adesso: la Nazionale, che sia maggiore o Under 21, non cambia. La Nazionale sono il mio gruppo, i miei ragazzi»
