Serie A: “Caso Rocchi”, Grassani avverte: «Frode sportiva, rischi fino a 9 anni. Per i club penalizzazioni e retrocessione»
Il caso Rocchi continua a scuotere il calcio italiano e apre scenari pesantissimi anche sul piano giuridico-sportivo. A fare chiarezza è stato l’avvocato Grassani, intervenuto negli studi di DAZN, delineando le possibili conseguenze dell’inchiesta in corso.
Nel suo intervento, Grassani ha spiegato:
«La frode sportiva è un reato previsto dalla legge che punisce chi tenta di alterare le competizioni sportive in qualunque forma. In questo caso l’ipotesi contestata a Rocchi e Gervasoni è in concorso, ed è un reato severamente punito».
Entrando nel merito delle pene, ha sottolineato:
«Le conseguenze per chi altera o tenta di alterare sono severissime dal punto di vista penale. Di base da 2 a 6 anni, si può arrivare fino a 9 anni».
Al momento, però, il perimetro dell’indagine resta circoscritto agli arbitri coinvolti:
«Da quanto emerge l’indagine penale ha come indagati Rocchi e Gervasoni. Non ci sono tesserati, dipendenti, dirigenti o club. Ritengo sia prematuro ipotizzare conseguenze ai club».
Diverso sarebbe il discorso sul piano sportivo, in caso di eventuali responsabilità:
«Se sotto il profilo sportivo ci fossero responsabilità ci sarebbero conseguenze pesantissime: per i tesserati il minimo è 4 anni di squalifica. Per i club minimo 3 punti di penalizzazione e nel caso in cui ad aver agito per conto dei club fossero i legali rappresentanti la retrocessione all’ultimo posto in classifica».
Grassani ha poi chiarito anche un tema emerso nelle ultime ore, relativo a un possibile spostamento dell’inchiesta:
«Il trasferimento ad altra autorità giudiziaria è previsto solo in caso di gravi problemi ambientali in ambito locale. […] Non rappresenta un’ipotesi tecnicamente percorribile».
Sui tempi della giustizia sportiva, ha aggiunto:
«La giustizia sportiva ha tempi più celeri rispetto a quella ordinaria. Il fascicolo va chiuso entro 60 giorni, prorogabile a 90».
E sulle eventuali sanzioni:
«In forza del principio di affettività i club che dovessero essere sanzionati sconterebbero la penalizzazione in questo campionato […] o al massimo in quello successivo».
Infine, un parallelo pesante con il passato:
«Rispetto a Calciopoli 2006 ritengo che ricorrano tristi e sinistre modalità comuni […] ci fu un sistema […] che condizionava i designatori allora Bergamo e Pairetto, oggi Rocchi e Gervasoni».
