Padova, Andreoletti non vuole fare la comparsa: «Qui per restare protagonisti. A Palermo buona prestazione»

C’è chi accetta il ruolo di comparsa e chi, invece, non è disposto a farlo. Nemmeno in Serie B, nemmeno da neopromosso. Matteo Andreoletti è il regista di un Padova che ha scelto di restare in scena e di ritagliarsi un ruolo centrale nel campionato cadetto. Come racconta Rebecca Saibene sulla Gazzetta dello Sport, a una giornata dal giro di boa i biancoscudati sono la miglior neopromossa insieme all’Avellino, con un decimo posto che va oltre le previsioni iniziali.

«Fa piacere essere in quella posizione, ma la Serie B insegna la sua precarietà», spiega Andreoletti nell’intervista firmata da Rebecca Saibene sulla Gazzetta dello Sport. «Bastano un paio di partite per stravolgere tutto. Siamo ottimisti perché, al di là della sconfitta di Palermo, arriviamo da quattro risultati utili e da prestazioni convincenti. C’è fiducia per il futuro».

Guardando al girone di ritorno, l’allenatore non fissa traguardi rigidi. Come riporta ancora Rebecca Saibene sulla Gazzetta dello Sport, Andreoletti preferisce parlare di continuità: «Mi piacerebbe ripetere quanto di buono fatto all’andata. Restare fuori dalla zona calda sarà complicato, perché sotto ci sono squadre con budget importanti e mercati faraonici. Ma c’è curiosità e voglia di dimostrare che possiamo dire la nostra».

Uno dei punti di forza del Padova è la coesione del gruppo. «Temevamo la nascita di due anime», racconta il tecnico, riferendosi ai giocatori reduci dalla Serie C e a quelli più esperti. «Invece oggi siamo un’entità sola: questa è una delle soddisfazioni più grandi». Un concetto sottolineato anche da Rebecca Saibene sulla Gazzetta dello Sport, che evidenzia come l’identità costruita sia uno dei pilastri del progetto.

Spazio poi a Papu Gomez, uno dei nomi più affascinanti della categoria. «È un leader, un campione del mondo che gioca in B: una cosa rara», spiega Andreoletti. «Sta crescendo di condizione dopo due anni di stop e nel girone di ritorno può essere un grande valore aggiunto». Resta da migliorare la produzione offensiva: «Dobbiamo fare di più, perché questo campionato non permette di rallentare. L’obiettivo è essere più pericolosi senza perdere equilibrio».

Sul mercato, l’allenatore si affida alla società. «Il gruppo è solido e inserire qualcuno non è semplice», dice, come riporta Rebecca Saibene sulla Gazzetta dello Sport. «Il direttore è molto esperto, siamo in buone mani». Fondamentale anche il sostegno del club: «Ho sempre sentito società e direttore pronti a fare da scudo. Non è scontato».

Infine, il rapporto con la città e la tifoseria. «Dopo la promozione mi sono fermato una settimana in più per conoscere Padova», racconta Andreoletti. «Oggi c’è un legame fortissimo, l’Euganeo è sempre sold out. Sono arrivato in un momento di contestazione: vedere i tifosi ora al nostro fianco è un risultato grande quasi quanto vincere la Serie C». A 36 anni, Andreoletti guarda avanti: «L’età non è un merito. Lavoro per provare a essere il più bravo possibile. Questa Serie B è un punto di partenza».