Juve Stabia, non c’è pace: altri sei mesi di amministrazione giudiziaria. Il Tribunale proroga la misura
La Juve Stabia resterà sotto amministrazione giudiziaria per altri sei mesi. Il Tribunale di Napoli, attraverso la Sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione, ha disposto la proroga del provvedimento nei confronti della società gialloblù, prolungando fino ad aprile 2027 il percorso di affiancamento avviato nell’ottobre 2025.
Come riportato da Tiziano Valle su Metropolis, la decisione è arrivata dopo il parere favorevole della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e della Procura della Repubblica di Napoli. Alla base della proroga ci sono le vicende societarie degli ultimi mesi e la necessità di consolidare il percorso di risanamento già intrapreso.
Juve Stabia, il Tribunale proroga l’amministrazione giudiziaria
Il provvedimento è stato firmato dal collegio presieduto dalla dottoressa Teresa Areniello, insieme ai giudici Mariarosaria Orditura e Luciano di Transo.
La misura iniziale, disposta nell’ottobre 2025 per una durata di dodici mesi, era stata adottata in seguito all’accertamento di un condizionamento della criminalità organizzata su diversi servizi collegati all’attività della società calcistica.
Secondo quanto ricostruito da Tiziano Valle su Metropolis, le criticità avevano interessato numerosi settori: dalla biglietteria alla sicurezza, dalla gestione degli steward ai punti ristoro, fino alle pulizie dello stadio Romeo Menti, ai trasporti della prima squadra, ai servizi di ambulanza e ai rapporti con la tifoseria organizzata.
L’obiettivo dell’intervento giudiziario resta quello di garantire il ripristino e il mantenimento delle condizioni di legalità nella gestione del club, senza penalizzare l’attività sportiva della squadra.
Il lavoro degli amministratori: contratti rescissi e nuovi controlli
Nel corso del primo anno, gli amministratori giudiziari hanno avviato una serie di interventi per riorganizzare i servizi e rafforzare i controlli interni.
Sono stati interrotti i rapporti contrattuali con imprese interessate da interdittive antimafia o considerate vicine ad ambienti criminali, procedendo alla loro sostituzione con fornitori in possesso dei requisiti previsti.
Parallelamente, la società è stata dotata di nuovi strumenti organizzativi, tra cui un Codice di condotta, un Modello di Organizzazione e Gestione e un Organismo di Vigilanza.
Sono stati inoltre rafforzati i controlli sugli accessi alle aree sensibili dell’impianto sportivo, compresi spogliatoi, zone tecniche e hospitality.
I cambi di proprietà e il caso DOMUS
A rendere più complesso il percorso sono stati soprattutto i passaggi societari avvenuti nel corso del 2026.
Come evidenzia Tiziano Valle su Metropolis, nell’aprile scorso Brera Holdings aveva ceduto le quote della Juve Stabia alla Stabia Capital S.r.l. per la cifra simbolica di un euro. L’operazione era stata seguita da un primo sequestro delle partecipazioni.
Successivamente, la proprietà era passata alla DOMUS S.r.l., rappresentata da Alfredo Guerri.
Proprio il rapporto tra la nuova compagine proprietaria e gli amministratori nominati dal Tribunale è diventato uno degli elementi centrali della vicenda.
Nel provvedimento, i magistrati hanno evidenziato resistenze da parte della nuova proprietà nell’adeguarsi al regime di amministrazione giudiziaria, con contrasti rispetto agli organi incaricati della supervisione.
Il quadro si è ulteriormente complicato con il recente sequestro penale della DOMUS S.r.l. e l’emissione di una misura interdittiva nei confronti del suo rappresentante legale.
Juve Stabia, cosa succede adesso?
La proroga di sei mesi consentirà agli amministratori giudiziari di proseguire il lavoro di controllo e verificare la solidità delle misure introdotte.
Come sottolinea Tiziano Valle su Metropolis, il Tribunale ritiene necessario un ulteriore periodo di affiancamento per assicurare la continuità del percorso di risanamento, soprattutto alla luce dell’instabilità che ha caratterizzato gli assetti proprietari.
Per la Juve Stabia si apre dunque una nuova fase di gestione vigilata, mentre la squadra continua il proprio percorso nel campionato di Serie B.
Il provvedimento riguarda l’amministrazione della società e non costituisce, di per sé, una penalizzazione sportiva. L’obiettivo dichiarato dell’intervento giudiziario rimane quello di tutelare il club e il suo patrimonio sportivo, rafforzando le garanzie di legalità nella gestione aziendale.
