Gazzetta dello Sport: “Figc, corsa alla presidenza: Malagò e Abete già al lavoro sulle alleanze”

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La corsa alla presidenza della Figc entra nel vivo con ritmi già serratissimi. Come racconta Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, il duello tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete è ormai lanciato, anche se le candidature ufficiali devono ancora essere formalizzate.

Il primo ha già incassato il sostegno quasi unanime della Serie A, che lo ha scelto come proprio candidato, fatta eccezione per la Lazio di Lotito. Il secondo, invece, ha ottenuto il via libera dal Consiglio direttivo della Lega Nazionale Dilettanti per presentarsi con «la stessa titolarità» nella corsa alla presidenza federale.


Secondo quanto riportato da Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, i tempi sono già ben delineati: manca meno di un mese alla chiusura delle candidature e poco più di due mesi al voto del 22 giugno. Malagò, forte del mandato ricevuto, sta lavorando alla costruzione del programma, confrontandosi con le varie componenti del sistema. Abete, invece, attende la formalizzazione attraverso la raccolta delle firme dei 99 delegati, ma nel frattempo sviluppa un progetto articolato su due livelli: uno dedicato ai dilettanti e uno più ampio, con riforme per l’intero movimento.

Il vero terreno di scontro, però, è quello delle alleanze. Come evidenzia la Gazzetta dello Sport nell’analisi firmata da Elisabetta Esposito, entrambi i candidati stanno intensificando i contatti con le componenti federali, in particolare con l’Assocalciatori, guidata da Umberto Calcagno, che si conferma ancora una volta l’ago della bilancia.

Il peso elettorale è determinante: la LND rappresenta il 34% dei voti, l’AIC il 20% e, considerando anche gli allenatori (10%), si arriva a un blocco potenziale del 30%, fondamentale per raggiungere la maggioranza del 51%. Una fetta decisiva che può indirizzare l’esito delle elezioni.

Come sottolinea ancora Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, sono già in programma incontri tra i due candidati e l’Assocalciatori, che ascolterà proposte e programmi prima di orientare il proprio voto. Malagò, in questo senso, gode di un certo apprezzamento tra i calciatori, mentre Abete appare più freddo sull’ipotesi di coinvolgere figure provenienti direttamente dal campo.

Non solo AIC: nel calendario dei candidati ci sono anche confronti con Lega Pro e Lega Serie B. Quest’ultima, riunitasi in assemblea, ha scelto una linea prudente e condivisa, evitando spaccature interne e preferendo valutare entrambe le proposte prima di prendere posizione.

Come evidenziato dalla Gazzetta dello Sport nel servizio di Elisabetta Esposito, la Serie B riconosce il peso politico della scelta della Serie A, ma intende procedere con un percorso autonomo, presentando ai candidati un elenco di priorità per verificare le risposte programmatiche.

Il tempo stringe e la sensazione è chiara: la corsa alla presidenza Figc sarà rapida e giocata su equilibri sottili, tra consensi già acquisiti e alleanze ancora da costruire.

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