Gattuso ricorda Palermo: «A me le cose semplici non piacciono»

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Gattuso - fonte lapresse - ilovepalermocalcio

Dal breve passaggio sulla panchina del Palermo al trionfo mondiale del 2006, passando per il Milan, la Lazio e la dolorosa esperienza alla guida della Nazionale. Gennaro Gattuso si è raccontato al Festival dello Sport di Trento, intervistato da Luigi Garlando nel panel “Non mollare mai”. A raccogliere le sue dichiarazioni per TuttoMercatoWeb è Daniele Najjar.

Tra i tanti passaggi della carriera ricordati nel corso dell’incontro c’è anche l’esperienza sulla panchina del Palermo. Gattuso venne esonerato durante la sua avventura in rosanero, una delle diverse situazioni complicate affrontate nel corso della carriera da allenatore.


«A me le cose semplici non piacciono. Altrimenti sto a casa: ho avuto la fortuna di conoscere una donna speciale, con la quale ho avuto dei figli e sto benissimo a casa», ha raccontato Gattuso. Come riportato da Daniele Najjar su TuttoMercatoWeb, nel corso dell’intervista sono stati ricordati anche i problemi societari incontrati a Pisa, l’esperienza a Creta e le occasioni sfumate con Milan e Napoli.

Ampio spazio anche alla sua storia con il Milan. Gattuso ha ricordato l’importanza avuta nella sua crescita da campioni come Boban, Maldini, Costacurta e Albertini, calciatori che osservava cercando di apprenderne comportamenti e professionalità. Un pensiero particolare è stato dedicato a Paolo Maldini, definito un «campione a 360°».

Gattuso e il Mondiale 2006

Nel racconto raccolto da Daniele Najjar per TuttoMercatoWeb non poteva mancare il Mondiale conquistato dall’Italia nel 2006. Gattuso ha ricordato di essersi infortunato prima della competizione e di aver detto a Marcello Lippi che avrebbero dovuto legarlo a Coverciano per impedirgli di partire.

«Siamo partiti che ci tiravano i pomodori per i problemi di Calciopoli, ma piano piano siamo arrivati dove siamo arrivati. Vittoria storica, l’artefice è stato un uomo solo: Marcello Lippi, che ha fatto di tutto per creare un gruppo».

Gattuso ha parlato anche della successiva esperienza sulla panchina della Nazionale e della sconfitta contro la Bosnia, rimasta una ferita profonda. L’ex centrocampista ha spiegato di aver avuto difficoltà persino a rivedere le immagini della partita.

«All’inizio no, ho fatto fatica i primi mesi per addormentarmi, ho fatto lunghe passeggiate per stancarmi e chiudere gli occhi. Non mi piace parlare di quello che è stato fatto, ma di quello che devo fare».

Un momento che Gattuso considera parte di un percorso nel quale gli episodi possono cambiare completamente il destino di una squadra e di un allenatore. Il tecnico ha comunque ringraziato i giocatori e tutte le persone della Federazione che lo hanno accompagnato in quell’esperienza.

Nel lungo intervento, sottolinea ancora Daniele Najjar su TuttoMercatoWeb, Gattuso ha affrontato anche il presente alla Lazio, il rapporto con Claudio Lotito, Gasperini, Frattesi e Nuno Tavares, oltre ad alcuni momenti molto personali della propria vita.