Inzaghi: «Palermo, non dobbiamo emulare nessuno. City Group società con pochi eguali»
Il Palermo deve avere una propria identità, senza cercare paragoni con le squadre che Filippo Inzaghi ha già portato ai vertici della Serie B. Il tecnico rosanero, intervistato da Tullio Calzone per il Corriere dello Sport, parla del percorso da compiere, del sostegno del City Football Group, dei giovani che si stanno mettendo in evidenza e delle ragioni alla base del nuovo sistema di gioco.
Lei ha già dominato la B a Benevento, stabilendo record ancora imbattuti, e a Pisa con una squadra a tratti ingiocabile. Il Palermo a chi dovrà assomigliare per tornare in A dopo 10 anni?
«Il Palermo deve essere unicamente se stesso. Deve pensare a migliorare attraverso la cultura del lavoro. Ogni squadra ha le proprie caratteristiche. Bisogna avere fame e sono fiducioso per il futuro. Mi auguro che questo gruppo faccia sempre meglio con le proprie caratteristiche e senza emulare nessuno».
Inzaghi: «Una società con pochi eguali»
Nel corso dell’intervista, Tullio Calzone sul Corriere dello Sport pone l’accento anche sugli investimenti del City Group e sull’impatto avuto finora dai giovani, con Fortin e Vavassori tra i protagonisti dell’avvio di stagione.
Il City Group non ha badato a spese pur di allestire una compagine in grado di competere per il vertice. Ma finora sono stati i giovani a fare la differenza: Fortin e Vavassori su tutti. Valore aggiunto imprescindibile?
«Abbiamo una grande fortuna ad avere una società con pochi eguali. E una tifoseria di altra categoria. Abbiamo il dovere di dare il meglio sempre per avvicinarci alla grandezza del nostro club e della nostra gente. Sono stati bravi il direttore e la società a mettere dentro i giovani giusti. Vavassori e Fortin hanno già dimostrato le loro qualità e Bozzolan presto lo farà perché è molto bravo. Ma la differenza la farà sempre il mix giusto che riusciremo a trovare tra esperienza e talento».
La svolta tattica del Palermo
Spazio quindi alle scelte tattiche. Il passaggio alla difesa a quattro e il nuovo assetto stanno dando risposte positive, ma il cambiamento nasce da un percorso iniziato già nella scorsa stagione. È quanto emerge dalle parole di Inzaghi nell’intervista concessa a Tullio Calzone per il Corriere dello Sport.
Anche il riassetto tattico che ha scelto, non solo la difesa a quattro, sta funzionando. Cosa l’ha indotta a cambiare sistema di gioco?
«Ho pensato di mettere i miei giocatori nelle condizioni ottimali per dare il meglio. Penso che questo sistema possa agevolarci e darci equilibrio. Già a gennaio era arrivato Johnsen e avevo in mente di mutare il modulo per consentire ai miei calciatori di esprimersi in modo più funzionale alle loro caratteristiche. Abbiamo preso Strefezza e Vavassori e credo che questo assetto tattico possa farci rendere al meglio».
Il tecnico completa così il ragionamento, soffermandosi sugli interpreti a disposizione sulle corsie. Come riporta Tullio Calzone sul Corriere dello Sport, Inzaghi considera adesso la rosa perfettamente attrezzata anche per giocare con una linea arretrata a quattro.
«Considerando anche i quinti dello scorso anno, Pierozzi e Augello, a cui abbiamo aggiunto Cassandro e Bozzolan, posso affermare che adesso siamo perfetti anche per la difesa a quattro».
