Inzaghi: «Palermo, occhio alle retrocesse. Sarebbe bellissimo ritrovare Benevento e Pisa in Serie A»

palermo sampdoria 3-1 (71) inzaghi

Equilibrio, possibili sorprese e soprattutto le squadre retrocesse dalla Serie A destinate, secondo Filippo Inzaghi, a emergere con il passare delle giornate. Il tecnico del Palermo, intervistato da Tullio Calzone per il Corriere dello Sport, analizza la lotta per la promozione e si sofferma anche sul tema dei giovani italiani, prima di ricordare alcune delle tappe più significative della propria carriera.

Da quali antagoniste dovrà riguardarsi il Palermo nella lotta per la promozione?


«C’è tanto equilibrio. Ma il cambiamento è stato nelle retrocesse dalla A: alla lunga emergeranno. Negli ultimi anni è stato così, anche perché, non riuscendo a vendere i calciatori migliori, si rinforzano in una categoria inferiore. Poi ci sarà sempre qualche sorpresa, come lo scorso anno il Frosinone. Mantova, Padova e Südtirol sono state costruite bene. Come il Modena. Renderanno la vita difficile a tutti».

Inzaghi: «Vorrei vedere più italiani in campo»

Uno dei temi affrontati da Tullio Calzone sul Corriere dello Sport riguarda la capacità della Serie B di mettere in evidenza giovani calciatori e le difficoltà che molti di loro incontrano successivamente nel trovare spazio nella massima serie.

A proposito di giovani, il campionato cadetto continua a valorizzarne tanti. Liberali, Favasuli, Romano, Palmisani i nomi più eclatanti, non gli unici, della scorsa edizione. Perché poi non trovano spazio in A che preferisce stranieri spesso meno bravi?

«Bisognerebbe chiederlo alle società di A. Credo che i giovani bravi vadano fatti giocare. Occorre avere più coraggio e sono contento che Mancini ne abbia chiamati tanti in Nazionale. Personalmente vorrei vedere più italiani in campo. Le giovanili dell’Italia vincono e spero si vada in quella direzione».

Secondo Inzaghi c’è necessità anche di regole diverse per tornare a far crescere il nostro movimento oppure siamo in una crisi irreversibile?

«La cura è far giocare più italiani in A. Poi con i giovani bisogna avere pazienza e non criticarli al primo errore. Sono contento per il Frosinone che ne utilizza tanti di talenti. Anche il Palermo ne ha molti e mi auguro di poter avere una base solida. È stata importantissima al Milan per me da calciatore, dove la spina dorsale era costituita da italiani. Mi auguro che possa essere così anche per noi. Il nostro calcio ha necessità di tutto ciò prima di ogni altra cosa».

Come emerge ancora dall’intervista di Tullio Calzone per il Corriere dello Sport, Inzaghi guarda con fiducia anche al lavoro del commissario tecnico Roberto Mancini.

Il ct Roberto Mancini è l’uomo giusto per riportare l’Italia dove merita di stare?

«Spero che il nostro commissario tecnico riesca a fare bene. Sono contento di vedere tanti giovani convocati e confido che possano dimostrare il loro valore in azzurro. Quella maglia deve essere indossata con orgoglio».

Da Berlusconi e Vigorito al City Group

Nell’ultima parte, spazio al cambiamento del calcio italiano e alle diverse proprietà incontrate da Inzaghi durante la propria carriera.

Calcio italiano sempre più a trazione internazionale. Non esistono più i presidenti alla Berlusconi. Il suo amico Oreste Vigorito uno degli ultimi esemplari?

«Il City Group mi ha permesso di lavorare nelle migliori condizioni possibili. Silvio Berlusconi, ma non occorre che lo sottolinei io, è stato un innovatore visionario del nostro calcio e le sue idee e la sua personalità ci mancano tantissimo».

Inzaghi, nell’intervista concessa a Tullio Calzone per il Corriere dello Sport, ricorda quindi con grande affetto Benevento e Pisa:

«A Benevento ho conosciuto un presidente impareggiabile dal punto di vista umano, che mi ha consentito di realizzare i sogni dell’orgogliosa tifoseria della Strega, a cui resto legatissimo. Ma anche dell’avventura entusiasmante di Pisa conservo un ricordo bellissimo. Ho ritrovato una tifoseria passionale e competente. Vedere i Lungarni invasi dai tifosi nerazzurri è un’immagine indelebile che conservo dentro di me e di cui resto orgogliosissimo».

Infine, un auspicio che coinvolge anche il Palermo: «Sarebbe bellissimo se Palermo, Benevento e Pisa si ritrovassero il prossimo anno a giocare in Serie A».