Euro 2032, Lagalla: «Il nuovo Barbera farà crescere il Pil della città. A Zamparini dobbiamo gratitudine»

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Il nuovo Renzo Barbera come motore economico per Palermo, capace di generare occupazione e opportunità ben oltre le partite di calcio. Il sindaco Roberto Lagalla, ospite di TRM e intervistato da Alessandro Amato e Carlo Brandaleone, ha affrontato anche il tema della futura gestione e dell’impatto dell’opera sull’economia cittadina.

Il primo cittadino ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra Comune e Palermo FC: «Il grande vantaggio di questa operazione è stata la collaborazione, anche in alcuni momenti muscolare, tra la società e il Comune, perché il Comune rispetto ad alcuni principi normativi e regole di legge non può ovviamente voltare gli occhi dall’altra parte, ma è altrettanto necessario prendere in considerazione il valore di alcune iniziative nell’interesse della città».


Nel corso dell’intervista Lagalla ha ricordato anche Maurizio Zamparini: «Io oggi devo dire che quando qualcuno, ricordando tempi passati, si lamenta o comunque non dà positivi giudizi su Zamparini, che fu l’altro momento di una presenza forte della società, per un periodo anche con una spesa economica importante, io ricordo sempre che noi dobbiamo a Zamparini la fase più bella dal punto di vista dei risultati agonistici del nostro Palermo e questo un minimo di gratitudine lo dovrebbe prevedere».

«Però la gratitudine e la riconoscenza non sono moneta circolante con molta facilità».

Il sindaco ha quindi quantificato la portata economica dell’operazione: «Circolerà, transiterà un miliardo di euro, probabilmente di più. Costerà circa 300 milioni, due terzi a carico del privato, il resto tra Regione e Comune di Palermo. Significa posti di lavoro per anni, dall’operaio alla ditta, al tassista, ai ristoranti, a tutto e a tutti».

La conclusione di Lagalla è netta: «Non c’è dubbio, cresce il PIL della città».

Il progetto dello stadio viene inserito dal primo cittadino in una visione più ampia: «Stiamo guardando un modello di città che possa dare delle opportunità, sennò poi non possiamo lamentarci se i nostri figli vanno fuori. Bisogna creare le occasioni perché l’occupazione qualificata possa moltiplicarsi».

«La città si salva se ha una visione di futuro sulla sua mobilità, sulla sua occupabilità, sulla sua offerta turistica che in questo momento è estremamente gradita. Quando parlo di turismo parlo di credibilità anche sul piano dell’offerta culturale».

«In questo momento i segnali sono convergenti. Cerchiamo di sforzarci su questo anziché pensare sempre a ciò che non va. Guardiamo che c’è un bicchiere anche mezzo pieno».

Infine, Lagalla ha ammesso anche la soddisfazione personale legata alla possibilità di lasciare un’opera importante alla città: «Ciascuno di noi, comune mortale come tutti siamo, ha l’ambizione nascosta, e magari non tanto, di lasciare un segno, un’impronta, un simbolo che poi possa servire a chi verrà dopo di noi».