Euro 2032, Lagalla: «Palermo ha recuperato credibilità. Il Sud deve essere rappresentato»

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alermo continua la propria corsa per entrare tra le cinque sedi italiane di Euro 2032. Il sindaco Roberto Lagalla, ospite di TRM e intervistato da Alessandro Amato e Carlo Brandaleone, ha ripercorso il cammino compiuto dalla città nei rapporti con FIGC e UEFA.

«Ci sono dei parametri, ci sono degli indicatori e noi credo che in questo momento li possediamo tutti. Però io vorrei ricordare a me stesso, oltre che a chi ci ascolta, che quando si iniziò a parlare di Europei, Palermo, io ero appena stato eletto sindaco, non era presa in considerazione neanche tra le dodici città che in quel momento furono scrutinate».


Un percorso costruito progressivamente: «Abbiamo fatto un lavoro silenzioso, lungo, discreto in questi anni, raccordandoci sempre di più con la società e con le istituzioni. Credo che sia un percorso che certamente è testimonianza della credibilità progressiva che il lavoro di squadra di questa città stia pagando a livello nazionale. Io non mi faccio illusioni e non mi esalto mai rispetto ai successi e non mi abbatto mai rispetto alle presunte sconfitte».

Lagalla ha ricordato anche il difficile precedente della gara della Nazionale contro la Macedonia del Nord: «Certamente devo dire che la credibilità della città in questo momento è al massimo livello dopo la mortificazione che questa città subì, a parte il risultato, quando ospitò per l’ultima volta la Nazionale con la Macedonia del Nord. Nulla era stato fatto da parte di quel Comune in quel momento. La Federazione cassò proprio sul piano dell’affidabilità la città di Palermo».

«Abbiamo lavorato intensamente in questi anni con la società, abbiamo lavorato a livello nazionale presso la UEFA. Palermo in questo momento, grazie al lavoro che si è fatto, ha recuperato credibilità. Basterà restare tra le cinque? Io non lo so. Certamente oggi ci godiamo il fatto di essere entrati in un’élite dalla quale eravamo stati esclusi sbattendoci la porta in faccia».

Il sindaco ha poi posto l’accento sulla rappresentanza geografica: «Adesso ci siamo, diciamo la nostra, pretendiamo attenzione e tra l’altro voglio dire che l’Italia è lunga e proprio perché è lunga devono essere rappresentate anche le città del Sud e Palermo ha tutte le carte in regola perché questo possa avvenire».

«Poi è chiaro, c’è una valutazione, ci può essere chi ha opinioni e dati diversi da quelli che noi abbiamo messo sul tavolo. È chiaro ed evidente che tutti stiamo legittimamente rappresentando queste ragioni nelle sedi sportive».