Mutti: «Con Inzaghi e Osti il Palermo tornerà presto in Serie A»
Bortolo Mutti torna a parlare di Palermo e si mostra fiducioso sul futuro dei rosanero. Intervistato da Fabrizio Bertè per la Repubblica Palermo, l’ex allenatore, protagonista sia sulla panchina del Messina sia su quella del Palermo, ha espresso parole di grande stima nei confronti di Filippo Inzaghi e del direttore sportivo Carlo Osti, indicando il club rosanero tra le realtà destinate a tornare presto nella massima serie.
Nel corso dell’intervista concessa a Fabrizio Bertè per la Repubblica Palermo, Mutti ha ripercorso innanzitutto la straordinaria esperienza vissuta alla guida del Messina tra il 2003 e il 2006. L’ex tecnico ha ricordato la promozione dalla Serie B alla Serie A conquistata dopo aver rilevato una squadra ultima in classifica, oltre allo storico settimo posto ottenuto nella massima serie. «Fu un gruppo fantastico e una tifoseria che non dimenticherò mai», ha raccontato.
Parlando del presente, Fabrizio Bertè su la Repubblica Palermo ha raccolto anche il pensiero di Mutti sulla difficile situazione del Messina, reduce dalla doppia retrocessione fino all’Eccellenza. L’allenatore ha auspicato un rapido ritorno del club nelle categorie professionistiche, sottolineando come per ricostruire servano programmazione e adeguate risorse economiche.
Il passaggio dedicato al Palermo è quello più significativo. Fabrizio Bertè per la Repubblica Palermo ricorda come Mutti abbia allenato i rosanero sia nella stagione 2001/02 in Serie B sia nel campionato di Serie A 2011/12. L’ex tecnico ha parlato con entusiasmo dell’attuale guida tecnica: «Ho allenato Pippo Inzaghi al Leffe e al Verona quando era giovanissimo. In due stagioni segnò quasi 30 gol e fece vedere tutte le sue qualità. Lo conosco molto bene, così come conosco il direttore sportivo Carlo Osti, con il quale ho lavorato. Sono due grandi professionisti. Il Palermo ha una società strutturata e sono certo che lo rivedremo presto in Serie A».
Infine Mutti ha riflettuto sull’evoluzione del calcio moderno, evidenziando come oggi gli staff tecnici siano molto più numerosi rispetto al passato. Un cambiamento che, a suo giudizio, ha modificato anche il rapporto quotidiano tra allenatori e calciatori, un tempo più diretto e umano.
