L’ex rosa Bellusci ricorda lo sfogo virale: «Denunciai i problemi del Palermo, pochi mesi dopo il club fallì»

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L’ex difensore di Palermo e Catania Giuseppe Bellusci ha raccontato la sua storia personale e professionale in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. Il centrale marchigiano ha ripercorso le tappe della sua carriera tra Serie A e Serie B, fino alla difficile situazione economica che sta vivendo oggi, senza nascondere errori e responsabilità.

Nel colloquio con la Gazzetta dello Sport, Bellusci ha spiegato come sia cambiata radicalmente la sua vita rispetto agli anni del calcio professionistico: «Lavoro come cameriere in un ristorante. Il sabato pomeriggio gioco con il Monticelli in Promozione, poi inizio il turno. Anche la domenica sono in sala, sia a pranzo che a cena».


L’ex difensore ha ammesso apertamente le difficoltà del momento: «Ho toccato il fondo, sto affrontando una situazione economica complicata. Ma non mi arrendo». Parole sincere che fotografano un presente molto lontano dai palcoscenici della Serie A, dove Bellusci ha collezionato oltre 130 presenze.

Come racconta la Gazzetta dello Sport, fino a pochi anni fa il difensore classe 1986 giocava ancora in Serie B con l’Ascoli. Oggi però la realtà è completamente diversa e lo stesso Bellusci non cerca scuse: «Ho fatto scelte sbagliate e ora ne pago le conseguenze. Avrei potuto vivere grazie ai guadagni della carriera, ma non sono stato lungimirante».

Nel corso dell’intervista alla Gazzetta dello Sport, Bellusci si assume tutte le responsabilità per quanto accaduto: «La colpa è soltanto mia. Tornassi indietro prenderei altre decisioni. Mi sono fidato delle persone sbagliate. Sono sempre stato schietto e sincero con tutti, ma qualcuno non lo sopportava».

L’ex difensore ha poi ripercorso anche gli inizi della sua carriera, quando giovanissimo debuttò in Serie A con la maglia dell’Ascoli: «Avevo 17 anni e giocavo con l’Ascoli. Era una partita contro il Palermo. Di Biagio si fece male ed entrai io. Non avrei dovuto essere nemmeno in panchina, ma durante la rifinitura si infortunarono due difensori e il mister mi convocò».

Dopo le prime stagioni nelle Marche arrivò la chiamata del Catania, una scelta fatta anche per aiutare economicamente il club che lo aveva lanciato: «Non ero convinto di lasciare Ascoli, ma il presidente mi disse che con quei soldi avrebbe potuto salvare la società. Accettai per amore della squadra».

Tra le esperienze più intense della carriera di Bellusci c’è stata quella con il Palermo. Come ricorda la Gazzetta dello Sport, il difensore arrivò in rosanero dopo cinque stagioni al Catania, situazione che inizialmente rese difficile il rapporto con parte della tifoseria.

«Non è stato facile farmi apprezzare dai tifosi del Palermo», ha spiegato Bellusci. «Avevo giocato cinque anni nel Catania. Poi però hanno capito che tipo di giocatore ero, uno che dà tutto per la squadra».

Indimenticabile anche lo sfogo diventato virale dopo un pareggio contro il Foggia, quando denunciò pubblicamente i problemi societari del club rosanero: «A fine partita persi la testa e raccontai tutti i problemi della gestione Zamparini: ritardi negli stipendi e il rischio fallimento. Nessuno mi credeva».

Bellusci ricorda bene quelle parole: «Dissi anche: “Se il problema sono io vado a casa”. Qualche mese dopo il club scomparve».

Nonostante le difficoltà attuali, il difensore non vuole arrendersi e continua a rimanere legato al calcio: «Mi sono rimboccato le maniche. Continuo a giocare, lavoro e provo a rimettermi in piedi».

Il suo obiettivo resta quello di restare nel mondo del pallone anche in futuro. Come conclude Bellusci nell’intervista alla Gazzetta dello Sport, il sogno è poter trasmettere la propria esperienza ai più giovani: «Il calcio è la mia vita. Ai ragazzi voglio insegnare quello che ho imparato, soprattutto per aiutarli a non commettere gli stessi errori che ho fatto io».

Di seguito lo sfogo sopracitato:

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