Gazzetta dello Sport: “Malagò vede la FIGC, maggioranza pronta per l’elezione”

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A poche ore dall’assemblea elettiva della FIGC, la Gazzetta dello Sport traccia il percorso che potrebbe portare Giovanni Malagò alla presidenza della Federazione italiana gioco calcio. L’ex numero uno del CONI appare infatti il grande favorito nella sfida con Giancarlo Abete, in una fase storica particolarmente delicata per il calcio italiano.

La corsa di Malagò


Secondo la Gazzetta dello Sport, il consenso attorno a Malagò si è consolidato rapidamente dopo la crisi della Nazionale culminata con la mancata qualificazione al Mondiale. Il primo sostegno decisivo è arrivato dalla Lega Serie A, che il 13 aprile ha indicato compatta il suo nome, con la sola eccezione della Lazio di Claudio Lotito.

Successivamente sono arrivati anche gli appoggi di calciatori e allenatori, che insieme rappresentano il 30% del peso elettorale, e quello della Lega Serie B, che ha ufficializzato il proprio sostegno il 12 maggio. Un quadro che, secondo le stime riportate dalla Gazzetta, garantirebbe già oggi a Malagò oltre il 56% dei consensi.

Gli ostacoli superati

Il percorso verso la presidenza non è stato però privo di ostacoli. Nelle scorse settimane si è discusso a lungo della presunta ineleggibilità dell’ex presidente del CONI per la questione del cosiddetto “pantouflage”.

La vicenda si è chiusa definitivamente dopo il parere dell’ANAC, che ha confermato la possibilità per Malagò di candidarsi e di essere eletto alla guida della FIGC, eliminando il rischio di eventuali ricorsi successivi.

Lo scontro con la politica

La Gazzetta dello Sport evidenzia anche le tensioni con il Governo, culminate con il recente provvedimento che ha destinato l’1% della mutualità dei diritti televisivi dalla FIGC alla Serie A femminile.

Una decisione che ha provocato forti reazioni all’interno del sistema calcio e che potrebbe aver ulteriormente rafforzato il consenso attorno a Malagò, soprattutto tra alcune componenti federali.

Le priorità del nuovo presidente

Se verrà eletto, Malagò dovrà affrontare immediatamente diversi dossier strategici:

la scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale;
il rilancio del progetto azzurro dopo le recenti delusioni internazionali;
la riforma del sistema calcistico;
i rapporti con le leghe e con il Governo;
lo sviluppo dei vivai e del calcio giovanile.

La giornata decisiva è fissata per domani al Cavalieri Waldorf Astoria di Roma, dove il calcio italiano sceglierà il successore di Gabriele Gravina.