Italia al Mondiale al posto dell’Iran? La proposta USA scuote la FIFA

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Un intreccio tra calcio e geopolitica che rischia di cambiare gli equilibri del prossimo Mondiale. Come riportato dal Financial Times, prende corpo una proposta clamorosa: sostituire l’Iran con l’Italia nella Coppa del Mondo organizzata da Stati Uniti, Messico e Canada.

Secondo quanto ricostruito dal Financial Times, l’iniziativa sarebbe legata all’entourage dell’ex presidente Donald Trump e si inserirebbe in una più ampia strategia diplomatica tra Washington, Roma e Teheran. Un’operazione che, come sottolinea il Financial Times, mescola interessi politici, tensioni internazionali e la centralità del calcio come leva globale.


Il protagonista della vicenda, evidenzia il Financial Times, è l’inviato speciale Paolo Zampolli, che avrebbe avanzato direttamente la proposta ai vertici: «Ho suggerito a Trump e Infantino che l’Italia sostituisca l’Iran ai Mondiali». Un’idea che nasce anche dal peso storico degli Azzurri, quattro volte campioni del mondo e attualmente tra le nazionali meglio posizionate nel ranking FIFA tra quelle escluse.

Come ricorda il Financial Times, l’Italia arriva da un fallimento sportivo pesante, con la terza mancata qualificazione consecutiva al Mondiale. Un dato che rende ancora più sorprendente l’ipotesi di un ripescaggio “politico”, lontano dalle logiche del campo.

Dietro questa manovra, spiega ancora il Financial Times, ci sarebbe anche la volontà di ricucire i rapporti tra Trump e la premier Giorgia Meloni, incrinati dopo le tensioni legate alla guerra in Iran e alle posizioni sullo scenario internazionale. Il rifiuto dell’Italia di concedere basi militari agli Stati Uniti avrebbe ulteriormente raffreddato i rapporti.

In questo scenario, la decisione finale spetterebbe alla FIFA. Il regolamento, sottolinea il Financial Times, consente all’organo di governo del calcio mondiale un’ampia discrezionalità in caso di esclusione o rinuncia di una nazionale. L’Iran, inizialmente incerto sulla partecipazione per motivi di sicurezza, avrebbe però successivamente confermato la propria disponibilità a scendere in campo.

Il presidente Infantino, infine, ha provato a smorzare le tensioni garantendo la presenza dell’Iran, ma il caso resta aperto. Una partita, questa, che si gioca tra politica e pallone, con la FIFA chiamata a decidere se restare neutrale o intervenire.

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