L’ex rosa Bellusci ricorda lo sfogo virale: «Denunciai i problemi del Palermo, pochi mesi dopo il club fallì»

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L’ex difensore di Palermo e Catania, Giuseppe Bellusci, si è raccontato in una lunga intervista ripercorrendo i momenti più importanti della sua carriera e la difficile situazione personale che sta vivendo oggi. Tra i passaggi più ricordati c’è anche il suo sfogo diventato virale ai tempi dell’esperienza rosanero: dopo un pareggio contro il Foggia, il difensore denunciò pubblicamente i problemi societari del Palermo, allora in grave difficoltà economica. Una situazione che di lì a poco sarebbe precipitata, fino al fallimento del club nell’estate successiva.

Oggi la vita dell’ex centrale è molto diversa rispetto ai tempi della Serie A. «Lavoro come cameriere in un ristorante. Il sabato pomeriggio gioco con il Monticelli in Promozione, poi inizio il turno. Pure la domenica sono in sala, sia a pranzo che a cena. Ho toccato il fondo, sto affrontando una situazione economica complicata. Ma non mi arrendo», racconta Bellusci.


Il difensore marchigiano, classe 1986, ha collezionato oltre 130 presenze in Serie A e fino a pochi anni fa giocava in Serie B con l’Ascoli Calcio 1898 FC. Oggi però la sua realtà è cambiata: «Ho fatto scelte sbagliate e ora ne pago le conseguenze. Avrei potuto vivere grazie ai guadagni della carriera, invece non sono stato lungimirante».

Bellusci non cerca alibi e si assume tutte le responsabilità: «La colpa è soltanto mia. Tornassi indietro prenderei altre decisioni. Mi sono fidato delle persone sbagliate. Sono sempre stato schietto e sincero con tutti, ma qualcuno non lo sopportava. Adesso che sono in difficoltà si girano tutti dall’altra parte».

Nel corso dell’intervista l’ex difensore ripercorre anche l’inizio della sua carriera, quando giovanissimo esordì in Serie A: «Avevo 17 anni e giocavo con l’Ascoli. Era una partita contro il Palermo: Di Biagio si fece male ed entrai io. Non avrei dovuto essere neppure in panchina, ma durante la rifinitura si infortunarono due difensori e il mister mi convocò».

Dopo le prime stagioni nelle Marche arrivò la chiamata del Catania, scelta fatta anche per aiutare il club che lo aveva lanciato: «Non ero convinto di lasciare Ascoli, ma il presidente mi disse che con quei soldi avrebbe potuto salvare la società. Accettai per amore della squadra».

Negli anni successivi Bellusci ha affrontato grandi campioni e vissuto momenti intensi in Serie A, prima di trasferirsi all’estero e poi tornare in Italia. Tra le esperienze più delicate c’è stata proprio quella con il Palermo: «In rosanero non è stato facile farmi apprezzare dai tifosi, avevo giocato cinque anni nel Catania. Poi hanno capito che tipo di giocatore ero, uno che dà tutto per la squadra».

Indimenticabile anche lo sfogo in conferenza stampa dopo il pareggio contro il Foggia, quando denunciò la situazione societaria: «A fine partita persi la testa e raccontai tutti i problemi della gestione Zamparini: il ritardo negli stipendi, il rischio fallimento. Nessuno mi credeva. Dissi anche: “Se il problema sono io vado a casa”. Qualche mese dopo il club scomparve».

Nonostante le difficoltà, Bellusci non ha intenzione di abbandonare il calcio: «Mi sono rimboccato le maniche. Continuo a giocare, lavoro e provo a rimettermi in piedi. Non riesco a immaginare la mia vita lontano dal campo».

Il suo obiettivo per il futuro è restare nel mondo del pallone, magari insegnando ai più giovani: «Il calcio è la mia vita. Ai ragazzi voglio trasmettere la mia esperienza, soprattutto per aiutarli a non commettere gli stessi errori che ho fatto io».

 

Di seguito lo sfogo sopracitato:

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