Escl. Hubner: «Mantova-Palermo? I rosanero hanno tutto da perdere. Qualcuno soffriva l’aura di Baggio»
«Il Mantova è partito bene e gioca senza paura di sbagliare. Per loro sarà una partita importante, ma affronteranno questo appuntamento consapevoli di non avere nulla da perdere. Di contro, il Palermo punta alla promozione e per tale ragione un successo sarebbe importante. Sicuramente sabato ha più da perdere la squadra di Inzaghi rispetto a quella di Modesto».
Queste le considerazioni ai microfoni di Ilovepalermocalcio.com dell’ex attaccante del Mantova Dario Hubner, in vista della sfida di sabato tra i lombardi e i rosanero.
Mantova è stata una delle ultime parentesi significative della sua carriera. Che ricordi ha di quella stagione?
«È stato un anno molto bello. Trovai una squadra forte e non a caso vincemmo il campionato di Serie C. Il gruppo era molto unito, arrivarono tante vittorie e per me fu un anno indimenticabile».
Lei ha segnato gol a valanga. Da esperto della materia, in cosa, a suo avviso, può migliorare Pohjanpalo?
«Pohjanpalo ha dimostrato di essere un attaccante fuori categoria nel campionato cadetto. Questo anche grazie al grande apporto dei suoi compagni di squadra, al Venezia prima e al Palermo poi. Lui è un cecchino che sbaglia poco. Quando però una provinciale gioca in Serie A, le occasioni si riducono sensibilmente e devi essere bravo e pronto a sfruttarle. In massima serie è tutto molto diverso».
Brunori ha raccontato un aneddoto su Baldini che testimonia ancora una volta il carisma e l’aura di questo allenatore. Ci sono episodi particolari che hanno caratterizzato il suo rapporto e la sua esperienza con il mister?
«Io con Baldini ho avuto un rapporto di amore e odio. Lui iniziava la sua carriera, io avevo già qualche anno alle spalle e quando ci incrociammo era ancora un po’ grezzo nel rapporto tra un allenatore e i suoi calciatori. Se un tecnico è in grado di far divertire il gruppo, poi è più facile che questo lo segua. Con la sola tecnica il giocatore magari va fuori di testa. Agli inizi Baldini in queste cose era un po’ carente, ma poi nel tempo è migliorato».
Lei ha condiviso l’esperienza al Brescia con Baggio. Qualche suo allenatore non lo definì uomo spogliatoio, ma figura ingombrante. Lei cosa pensa di questa tesi?
«A Brescia, nella nostra realtà da provinciale, avere Baggio in squadra per noi rappresentava un sogno. Roberto è sempre stato umile e simpatico e con lui sapevamo che poteva ribaltare ogni situazione in qualsiasi momento. Forse qualche allenatore ha sofferto la sua grandissima aura».
Come si è trovato nelle vesti di attore nel film “Italia Germania 44”?
«Si sta rivelando una bellissima esperienza. Ho visto tantissimi film, ma non avevo mai vissuto in prima persona il modo in cui si producono. Lunedì andrò a girare le ultime scene e devo dire che mi sto divertendo tantissimo».
C’è qualche ricordo che la lega all’esperienza vissuta con Mazzone?
«Lui era un allenatore che trattava tutti alla stessa maniera e per il quale ti veniva naturale dare tutto te stesso. La sua grande esperienza portava i giocatori a seguirlo al cento per cento, senza mettere in discussione i suoi principi. Ricordo che quando arrivò Baggio io ero il capitano della squadra, ma decisi spontaneamente di cedere la fascia da capitano. Sapevo che sarebbe comunque finita sul suo braccio. Dissi però al mister che non avrei ceduto il mio ruolo di rigorista».
