Repubblica: “Serie A, De Siervo: «Dopo il terremoto della mancata qualificazione al Mondiale abbiamo avviato un percorso di autocritica. Ora si favorisce lo spettacolo»”
La Serie A cambia ritmo e prova a lasciarsi alle spalle l’immagine di un campionato lento, eccessivamente tattico e poco spettacolare. Dopo le prime cinque giornate della stagione 2026/27, i numeri raccontano una realtà differente: si gioca di più, si segna maggiormente, diminuiscono le interruzioni e si abbassa anche l’età media dei calciatori.
Come evidenzia Repubblica, uno studio realizzato da Math&Sport per la Lega Serie A fotografa un cambiamento significativo rispetto alla passata stagione. Un’evoluzione che riguarda non soltanto le decisioni arbitrali, ma anche le scelte tecniche e strategiche delle società.
Il dato più impressionante riguarda i gol: 145 reti in 50 partite, con una media di 2,9 a incontro e nessuno 0-0. Una partenza che non si registrava dalla stagione 1949/50, quando la serie di gare consecutive con almeno una rete raggiunse quota 73.
Serie A, sei minuti in più di gioco effettivo: superate Premier e Liga
Uno degli aspetti più significativi riguarda il tempo effettivo di gioco.
Nelle prime cinque giornate della nuova stagione si è arrivati a una media di 59 minuti e 24 secondi a partita, con un incremento di circa sei minuti rispetto allo stesso periodo dello scorso campionato.
La crescita è dell’11%, un dato che nessuno degli altri quattro principali campionati europei è riuscito a eguagliare.
Secondo l’analisi riportata da Repubblica, la Serie A è attualmente seconda soltanto alla Ligue 1 francese per tempo effettivo, precedendo Premier League, Liga e Bundesliga.
In rapporto alla durata complessiva delle partite, Italia e Francia condividono il primato con il 61% del tempo trascorso con il pallone in movimento.
A favorire questo cambiamento è soprattutto la riduzione della durata delle interruzioni.
Il numero delle pause è rimasto sostanzialmente invariato, circa 98 a partita, ma la loro durata media è scesa da quasi 28 secondi a meno di 24.
La Serie A presenta così le interruzioni più brevi tra i cinque principali campionati europei.
Meno falli e più intensità: cambia l’approccio degli arbitri
Un ruolo importante è stato svolto anche dalle nuove indicazioni arbitrali.
Con Daniele Orsato alla guida della designazione, l’orientamento è quello di favorire una maggiore continuità del gioco, evitando interruzioni non necessarie.
I falli fischiati sono diminuiti da 26 a meno di 23 a partita, con una riduzione del 14%.
Come sottolinea Repubblica, nessun altro grande campionato europeo ha registrato un calo paragonabile. In Premier League, al contrario, il numero dei fischi è aumentato.
Meno interruzioni non significa necessariamente meno contrasti, ma una maggiore possibilità di sviluppare azioni continue.
Anche la velocità media del pallone è aumentata del 5%, mentre cresce la verticalità delle manovre offensive.
Le azioni costruite restano mediamente 65 per squadra, ma si sviluppano su distanze maggiori e hanno una durata superiore.
Le squadre corrono di più: 117 chilometri a partita
Il cambiamento riguarda anche l’intensità atletica.
Nelle prime cinque giornate ogni squadra ha percorso mediamente oltre 117 chilometri a partita, circa sei in più rispetto alla stagione precedente.
Cresce inoltre la propensione offensiva: il baricentro delle formazioni si alza e le azioni concluse nell’area avversaria aumentano di quasi il 20%.
Il tempo trascorso nel terzo offensivo del campo registra una crescita superiore a quella degli altri principali tornei europei.
Tutto questo si traduce in un incremento della produzione offensiva.
Le reti realizzate sono passate dalle 116 delle prime cinque giornate del 2025/26 alle attuali 145.
De Siervo: «Dopo la mancata qualificazione al Mondiale abbiamo avviato un’autocritica»
Alla base di questa trasformazione non ci sarebbe soltanto il nuovo indirizzo arbitrale, ma anche una riflessione avviata dai club dopo la mancata qualificazione dell’Italia alla Coppa del Mondo.
L’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, ha spiegato:
«Dopo il terremoto della mancata qualificazione alla Coppa del mondo, la Serie A ha avviato un percorso di analisi e autocritica, partendo dai dati e mettendo in discussione le proprie modalità di lavoro. A luglio abbiamo presentato uno studio ai vertici di tutti i club. Dopo una serie di giornate di confronto, le società hanno individuato nel ritmo di gioco un elemento centrale, e fatto scelte strategiche di conseguenza».
Tra gli esempi di calcio italiano capace di affermarsi attraverso intensità e dinamismo vengono ricordati il percorso dell’Inter fino a due finali di Champions League, il successo dell’Atalanta in Europa League e la qualificazione del Como.
Proprio il modello della società lariana è stato oggetto di una riflessione del direttore sportivo Charlie Ludi, in risposta alle considerazioni del commissario tecnico dell’Under 21 Silvio Baldini, che aveva indicato nel Frosinone una rappresentazione migliore del calcio italiano.
«Fabregas ha portato energia e un modello interessante per il sistema italiano», ha dichiarato Ludi.
Serie A più giovane: età media in calo di sette mesi
Un altro dato significativo riguarda l’età dei protagonisti.
La media dei calciatori impiegati è passata da 26 anni e 242 giorni a 26 anni e 30 giorni, con una diminuzione di circa sette mesi.
Un segnale di maggiore attenzione verso giocatori più giovani, senza che questo comporti una riduzione della presenza internazionale.
Durante la sosta per le Nazionali, infatti, 208 calciatori della Serie A sono stati convocati dalle rispettive selezioni, comprese quelle giovanili.
Soltanto la Premier League, tra i cinque maggiori campionati europei, ha fornito un numero superiore di giocatori.
Crescono anche gli ascolti televisivi
Il cambiamento sembra avere effetti anche sull’interesse del pubblico.
Secondo i dati Auditel citati da Repubblica, gli ascolti complessivi delle partite trasmesse da Sky e DAZN sono aumentati di oltre il 3% rispetto allo stesso periodo della stagione precedente.
Un segnale incoraggiante per un campionato che punta a migliorare la propria competitività e attrattività internazionale.
De Siervo ha riconosciuto il contributo delle istituzioni calcistiche e del settore arbitrale:
«I meriti vanno ripartiti tra chi ha cambiato le regole e chi le sta applicando. Va riconosciuto il lavoro dell’Ifab e di Andrea Butti, che vi rappresenta tutte le leghe mondiali, e del sistema arbitrale italiano, dal direttore tecnico Messina a Orsato. Si sta favorendo lo spettacolo. Che il nostro calcio deve offrire sempre di più».
Cinque giornate rappresentano ancora un campione limitato e lo stesso studio invita alla prudenza. Tuttavia, i primi numeri indicano una direzione precisa: la Serie A sta diventando più veloce, più intensa, più giovane e più ricca di gol.
