De Sanctis spiega l’algoritmo nel calciomercato: «Al primo posto metto sempre lo scouting live»

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Morgan De Sanctis torna a parlare di calciomercato e del sempre più frequente utilizzo dei dati nella scelta dei calciatori. L’ex direttore sportivo del Palermo, la cui esperienza in rosanero si concluse tra le polemiche, è intervenuto ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, spiegando come funzioni realmente quello che comunemente viene definito “algoritmo”.

Un sistema che, secondo De Sanctis, non sostituisce il lavoro tradizionale degli osservatori e dei dirigenti, ma rappresenta uno strumento di supporto per analizzare e confrontare i giocatori.


«È indispensabile avere supporto video e almeno due società che ti forniscono dati tecnico-tattici e dati fisici per incrociare i dati», ha spiegato Morgan De Sanctis a Cronache di Spogliatoio.

L’ex dirigente rosanero ha però stabilito immediatamente una gerarchia molto precisa: «Al primo posto io metto sempre lo scouting live. Tu fai dello scouting live e rimani impressionato o favorevole rispetto a quello che hai visto, puoi comparare e quindi capire se dietro quello che hai visto live c’è un sostegno».

L’algoritmo per scoprire i profili meno conosciuti

Secondo De Sanctis, l’utilizzo dei dati può diventare particolarmente importante per le società che dispongono di risorse inferiori e hanno la necessità di cercare giocatori giovani o poco conosciuti in campionati periferici.

«Puoi filtrare informazioni e puoi economizzare il processo», ha sottolineato l’ex ds del Palermo nell’intervento a Cronache di Spogliatoio.

L’esempio riguarda campionati come quelli di Bulgaria e Ungheria, che richiederebbero investimenti importanti per essere monitorati costantemente dal vivo. Attraverso i dati, invece, una società può effettuare una prima selezione.

«Puoi fare l’esercizio contrario, inserire i parametri fisici e tecnico-tattici per l’individuazione del profilo ideale che serve al progetto, con una scrematura in base all’età, il passaporto e questi dati qui, anche individuare all’interno di un campionato uno, due, tre profili e a quel punto organizzare la missione, il viaggio».

«Un po’ come Football Manager»

De Sanctis ha utilizzato anche un paragone molto immediato per spiegare il funzionamento del sistema: «Funziona un po’, passami il termine, alla Football Manager: tu prima metti quello che stai cercando, hai un output di nomi e caratteristiche e dopodiché si fa il lavoro sul campo».

L’ex direttore sportivo del Palermo ha quindi voluto sfatare l’idea secondo cui sarebbe sufficiente inserire alcune caratteristiche in un software per ottenere automaticamente il nome del calciatore da acquistare.

«Spesso l’algoritmo viene riassunto come il direttore e il suo team mettono, scrivono giocatore, centrocampista di 23 anni e prendono il risultato. Non funziona così».

Nel suo intervento a Cronache di Spogliatoio, De Sanctis ha poi fatto l’esempio della ricerca di un terzino. Se un allenatore richiede un giocatore capace di superare frequentemente la metà campo e di effettuare cross efficaci da determinate zone, i dati possono aiutare a individuare i profili che rispondono maggiormente a quelle caratteristiche.

Resta però una componente difficilmente misurabile soltanto attraverso i numeri: il contesto nel quale quelle prestazioni vengono prodotte. Un cross, per esempio, può trasformarsi o meno in un’occasione anche in funzione delle qualità dell’attaccante che deve riceverlo.

È proprio su questi aspetti che, secondo Morgan De Sanctis nell’intervento a Cronache di Spogliatoio, i sistemi continueranno a essere perfezionati. La tecnologia può quindi restringere il campo, comparare i profili e rendere più efficiente lo scouting, ma la valutazione sul campo resta un passaggio centrale nel processo decisionale.