Modena, Bonato si presenta: «Vogliamo continuità tecnica e una crescita graduale». Rivetti: «Cerchiamo l’allenatore giusto per un progetto triennale»
Giornata di presentazioni in casa Modena. Nella sala stampa dello stadio Braglia è stato presentato ufficialmente il nuovo direttore sportivo Nereo Bonato. Insieme a lui erano presenti il presidente Carlo Rivetti e il direttore generale sport Andrea Catellani, protagonisti di una lunga conferenza stampa dedicata al futuro del club gialloblù.
Ad aprire l’incontro è stato il presidente Carlo Rivetti, che ha spiegato il senso della scelta dirigenziale: «Siamo qui a presentare Nereo Bonato e Andrea Catellani nell’ambito di un rafforzamento della società e di un percorso iniziato cinque anni fa. Quando il Nido sarà operativo porterà anche nuove figure professionali che dovremo inserire all’interno del club».
Rivetti ha poi affrontato il tema della panchina e della ricerca della continuità tecnica: «Detesto essere un mangiallenatore, ma in questi anni non siamo riusciti a trovare continuità. Spero che questo piano triennale ci permetta di dare stabilità alle nostre scelte tecniche. Dobbiamo prenderci il tempo necessario per trovare la persona giusta che possa crescere con noi. La scelta dell’allenatore è molto importante e va fatta senza fretta».
Sugli obiettivi del club il numero uno gialloblù ha mantenuto un profilo prudente: «L’obiettivo è consolidare la categoria e i risultati ottenuti. Vogliamo crescere, ma senza fare proclami. Ripetere quanto fatto nella scorsa stagione sarebbe già un risultato importante».
Parola poi ad Andrea Catellani, promosso al ruolo di direttore generale sport. «Ringrazio la famiglia Rivetti per la fiducia. Questo incarico mi riempie di orgoglio e responsabilità. Abbiamo cercato una figura che potesse arricchire il nostro progetto e siamo molto felici che Nereo abbia accettato di tornare a Modena».
Anche Catellani si è soffermato sulla scelta del nuovo allenatore: «Ci teniamo a ringraziare Andrea Sottil per il lavoro svolto e per aver raggiunto gli obiettivi prefissati. La nostra idea è costruire un progetto con un’identità tecnica diversa e con maggiore continuità. Dopo cinque anni abbiamo fatto un bilancio e abbiamo capito che serviva una nuova direzione per essere ancora più solidi e competitivi».
Il dirigente ha inoltre sottolineato il forte legame ricostruito con la tifoseria: «La media di quasi undicimila spettatori rappresenta un segnale importante e dimostra l’apprezzamento per il lavoro svolto».
Successivamente è intervenuto Nereo Bonato, che torna a Modena dopo diciannove anni. «Nella mia prima esperienza ho acquisito esperienza, oggi porto tutto il bagaglio costruito in questi anni. Ho trovato una società cresciuta sotto ogni aspetto, sia a livello di prima squadra sia di settore giovanile. Pochi club hanno una visione così chiara e una progettualità tanto lungimirante».
Bonato ha evidenziato le qualità della proprietà: «Il Modena ha equilibrio e pazienza. Sono caratteristiche che nel lungo periodo fanno la differenza. Qui ci sono persone di valore e una struttura già molto competitiva. La base è ottima, ma dobbiamo continuare a migliorarci ogni giorno».
Sul nuovo allenatore il direttore sportivo ha confermato la linea del club: «L’obiettivo condiviso è individuare un profilo con uno stile di gioco propositivo. Il calcio moderno va in questa direzione e vogliamo costruire una stabilità tecnica duratura. Stiamo valutando diversi profili con attenzione perché si tratta della scelta più importante da compiere in questo momento».
Parlando degli obiettivi futuri, Bonato ha invitato a mantenere equilibrio: «La Serie B è un campionato che richiede grande umiltà. Arriviamo da un sesto posto importante, ma dobbiamo dimenticarlo e ripartire dal lavoro quotidiano. Ci sono società con grandi budget e piazze molto ambiziose. Il nostro compito è consolidare il progetto e farci trovare pronti se si presenteranno opportunità».
Infine il dirigente ha affrontato il tema del mercato: «Abbiamo una base solida da cui partire. Dobbiamo completare l’organico e sarà fondamentale la scelta dell’allenatore per definire le caratteristiche dei rinforzi. Le idee sono chiare, ma servirà pazienza. La fretta nel calcio è una cattiva consigliera. L’obiettivo è arrivare al ritiro con gran parte della rosa completata, lasciando qualche spazio aperto per la fase finale del mercato»
