Corriere dello Sport: “Lucarelli jr e Apolloni assolti in appello: «Il fatto non sussiste», ribaltata la sentenza”
Colpo di scena nel processo per violenza sessuale di gruppo che vedeva coinvolti Mattia Lucarelli e Federico Apolloni. Come riporta il Corriere dello Sport, la Corte d’Appello di Milano ha assolto tutti gli imputati con formula piena «perché il fatto non sussiste», ribaltando completamente la sentenza di primo grado. Il Corriere dello Sport ricostruisce un iter giudiziario lungo e complesso, durato mesi e caratterizzato da numerose udienze.
Secondo quanto riferito dal Corriere dello Sport, le precedenti condanne — 3 anni e 7 mesi per Lucarelli e Apolloni, e pene inferiori per gli altri tre imputati — sono state cancellate in secondo grado. Una decisione che segna una svolta totale rispetto all’impianto accusatorio costruito dalla Procura, come evidenzia ancora il Corriere dello Sport.
L’inchiesta, come ricorda il Corriere dello Sport, riguardava un episodio risalente a quattro anni fa, quando una studentessa statunitense di 22 anni aveva denunciato un presunto abuso di gruppo avvenuto in un appartamento a Milano. Le indagini si erano basate su intercettazioni, video e sulla testimonianza della giovane, cristallizzata anche tramite incidente probatorio.
La ricostruzione accusatoria, riportata dal Corriere dello Sport, sosteneva che la ragazza fosse stata avvicinata fuori da una discoteca e successivamente condotta nell’abitazione di Lucarelli, dove si sarebbe consumata la violenza mentre non era in grado di esprimere consenso. Tuttavia, il giudizio di secondo grado ha completamente ribaltato questa versione.
Alla lettura della sentenza, come racconta il Corriere dello Sport, gli imputati hanno reagito con entusiasmo, abbracciando i familiari presenti in aula. Tra questi anche Cristiano Lucarelli, padre di Mattia, che ha espresso la propria rabbia nei confronti dei media: «Per quattro anni ci avete infamato, ora fateli i titoloni».
Il Corriere dello Sport sottolinea infine che la Procura generale potrà ricorrere in Cassazione dopo il deposito delle motivazioni, previsto entro 90 giorni.
