Inzaghi, il racconto di Cagni: «Negli ultimi sedici metri era un animale»
Istinto, fame di gol e dedizione assoluta. In un’intervista rilasciata a Time2play, Gigi Cagni ha ripercorso gli inizi di Filippo Inzaghi, oggi allenatore del Palermo, soffermandosi sulle qualità che lo hanno reso uno degli attaccanti più incisivi del calcio italiano.
L’ex tecnico ha evidenziato come il centravanti rosanero fosse un giocatore atipico rispetto ai canoni tradizionali, ma allo stesso tempo devastante sotto porta: «Era incredibile, gli rimbalzava la palla addosso: molto diverso da quello che cercavo come centravanti, perché io volevo uno che facesse le sponde e si allargasse poi sulle fasce per crossare».
Proprio nell’area di rigore, però, Inzaghi faceva la differenza come pochi: «Ma dentro l’area di rigore era un fenomeno: quando gli arrivava un cross era gol. Negli ultimi sedici metri era un animale».
Cagni ha poi sottolineato anche l’aspetto mentale e professionale dell’attuale tecnico del Palermo, tratto distintivo della sua carriera: «Non solo in campo, ma anche nella vita al di fuori. Pensava al calcio dalla mattina alla sera: una dedizione totale, un vero professionista. I grandi sono fatti così».
