Gazzetta dello Sport: “Milano, inchiesta escort e movida: coinvolti anche calciatori di Serie A. Veniva usato un gas esilarante”

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Un sistema organizzato, clienti facoltosi e un “servizio dopopartita” esclusivo: è questo il quadro che emerge dall’inchiesta della Procura di Milano che sta scuotendo anche il mondo del calcio.

Come racconta Lorenzo Cascini sulla Gazzetta dello Sport, Lorenzo Cascini sulla Gazzetta dello Sport descrive un meccanismo ormai definito dagli inquirenti, basato su una società di promozione eventi che avrebbe organizzato serate nei locali della movida milanese con escort di lusso, rivolte a una clientela selezionata composta da imprenditori, vip e numerosi calciatori di Serie A. Secondo Lorenzo Cascini della Gazzetta dello Sport, si tratterebbe di giocatori residenti a Milano, ma non solo: alcuni sarebbero arrivati anche da fuori città per partecipare agli eventi.


Il sistema: serate, hotel di lusso e pacchetti esclusivi

Le indagini, coordinate dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini e condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria, hanno portato alla luce un presunto sistema ben strutturato. Come evidenziato da Lorenzo Cascini sulla Gazzetta dello Sport, Lorenzo Cascini sulla Gazzetta dello Sport riporta che la società offriva pacchetti completi: serata nei locali, pernottamento in hotel di lusso ed escort, il tutto per cifre che potevano raggiungere diverse migliaia di euro.

Gli inquirenti hanno disposto il sequestro preventivo di 1,2 milioni di euro, ritenuti profitto delle attività illecite. Nel provvedimento firmato dalla gip Chiara Valori, i nomi dei clienti – almeno 50 – risultano oscurati, ma includerebbero non solo calciatori, bensì anche altri sportivi e personaggi noti.

Intercettazioni e sostanze

Dalle intercettazioni emergono dettagli significativi, tra cui riferimenti a presenze di altri sportivi: «C’è un mio amico, pilota di F1, che viene qua a Milano stasera, vuole una tipa». Nel corso delle serate, inoltre, sarebbe stato fatto uso di gas esilarante, la cosiddetta “droga del palloncino”, una sostanza che provoca euforia e che, non essendo classificata come dopante, non risulterebbe nei controlli antidoping.

Arresti e accuse

L’inchiesta ha portato agli arresti domiciliari di quattro persone, accusate di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, oltre ad autoriciclaggio e traffico di sostanze stupefacenti.

Reclutamento e giro d’affari

Secondo quanto ricostruito, l’agenzia avrebbe reclutato circa dieci donne, tra italiane e straniere, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, alle quali sarebbe stato riconosciuto il 50% dei profitti. Le donne alloggiavano nella sede della società, a Cinisello Balsamo, e l’attività sarebbe stata estesa anche a località estere come Mykonos.

La Guardia di Finanza ha inoltre evidenziato una forte sproporzione tra i redditi dichiarati dagli indagati e i patrimoni accumulati, ritenuti riconducibili quasi esclusivamente al business degli eventi.

La “Milano bene” nel mirino

L’inchiesta coinvolgerebbe ambienti della cosiddetta “Milano bene”, anche se non è ancora stata tracciata una mappa precisa dei locali interessati. Resta però chiaro, secondo Lorenzo Cascini della Gazzetta dello Sport, che il cuore del sistema fosse proprio quel “servizio dopopartita” costruito su misura per clienti disposti a spendere cifre elevate per serate esclusive.

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