Gazzetta dello Sport: “Figc, corsa alla presidenza: Malagò favorito, Abete si candida”

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Si apre ufficialmente la corsa alla presidenza della Figc dopo le dimissioni di Gravina, e il quadro comincia già a delinearsi con chiarezza. Come raccontano Elisabetta Esposito e Alessandra Gozzini sulla Gazzetta dello Sport, i primi movimenti hanno visto scendere in campo Giovanni Malagò, sostenuto con forza dalla Serie A, e, a seguire, Giancarlo Abete, pronto a candidarsi con l’appoggio della Lega Nazionale Dilettanti.

Secondo quanto riportato da Elisabetta Esposito e Alessandra Gozzini sulla Gazzetta dello Sport, la Lega Serie A ha scelto in maniera quasi compatta: 19 club su 20 hanno indicato Malagò come candidato, superando di gran lunga la soglia necessaria per ufficializzare il nome. Una maggioranza schiacciante, che rafforza la posizione dell’ex presidente del Coni e lo proietta come principale favorito in vista dell’elezione del 22 giugno.


Il sostegno della Serie A rappresenta un passaggio chiave. Come evidenziato ancora dalla Gazzetta dello Sport nell’analisi firmata da Elisabetta Esposito e Alessandra Gozzini, l’appoggio dei club è stato accompagnato anche da parole importanti da parte del presidente di Lega Simonelli: «Giovanni è una persona di successo, a cui lo sport deve tanto, una delle figure più autorevoli del nostro mondo». Parole alle quali ha fatto seguito la risposta dello stesso Malagò: «Accolgo con grande soddisfazione questo mandato fiduciario, è un segnale di straordinaria considerazione che mi permette di intraprendere un percorso esplorativo».

Il progetto del candidato sostenuto dalla Serie A appare già strutturato. L’obiettivo sarà confrontarsi con tutte le componenti del calcio italiano e costruire un programma condiviso, anche alla luce delle urgenze del sistema. Tra queste, come sottolinea la Gazzetta dello Sport nel servizio di Elisabetta Esposito e Alessandra Gozzini, c’è anche il tema infrastrutturale, con l’orizzonte di Euro 2032 e la necessità di avere pronti gli impianti italiani.

A rafforzare ulteriormente la candidatura di Malagò è arrivato anche il sostegno di figure di primo piano del calcio italiano. Tra queste, Beppe Marotta, che ha definito il consenso raccolto «uno dei più significativi degli ultimi anni», parlando della necessità di individuare «la strada maestra per migliorare il calcio italiano, un sistema che ha bisogno di cure».

Non mancano però le voci critiche. Claudio Lotito, infatti, ha contestato il metodo con cui si è arrivati alla designazione del candidato, mettendo in discussione un sistema normativo ritenuto ormai superato. Una posizione isolata, ma che evidenzia come il fronte non sia del tutto compatto.

Proprio mentre la candidatura di Malagò prende forma, arriva però il primo vero scossone. Come raccontano ancora Elisabetta Esposito e Alessandra Gozzini sulla Gazzetta dello Sport, Giancarlo Abete ha annunciato l’intenzione di candidarsi, riaprendo di fatto la partita. Il presidente della LND ha criticato l’impostazione iniziale del percorso: «Si è partiti male, non dai contenuti ma dalle persone. Non basta un nome per risolvere i problemi del calcio».

Abete ha quindi spiegato la sua strategia: chiedere al Consiglio direttivo della Lega Dilettanti di sostenerlo ufficialmente, per sedersi al tavolo delle trattative e contribuire alla costruzione di una candidatura condivisa. «Se l’impostazione è questa, la seguiremo anche noi, per arrivare a un nome comune e a un programma condiviso», ha dichiarato, pur precisando di non avere l’ambizione di essere necessariamente il candidato unico.

Il percorso è appena iniziato, ma appare già chiaro che si andrà verso un confronto tra le diverse componenti del calcio italiano. Da un lato la spinta forte della Serie A su Malagò, dall’altro la volontà della base dilettantistica di avere un ruolo centrale nel processo decisionale.

Come sottolinea la Gazzetta dello Sport, con il contributo di Elisabetta Esposito e Alessandra Gozzini, i tempi sono già fissati: le candidature dovranno essere presentate entro il 13 maggio, mentre il voto è previsto per il 22 giugno. Nel frattempo, incontri, alleanze e strategie politiche definiranno gli equilibri di una sfida che si preannuncia tutt’altro che scontata.

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