Torino-Juventus, ultras e violenze prima del derby: otto arresti e un tifoso in terapia intensiva

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Proseguono le indagini sui gravi scontri scoppiati prima del derby della Mole tra Torino e Juventus, episodi che hanno portato al ferimento del tifoso bianconero Marco Leonardo Basoccu, oggi ricoverato in terapia intensiva in condizioni considerate stabili ma ancora in coma farmacologico.

La Procura di Torino ha aperto un fascicolo per fare piena luce su quanto accaduto nelle ore precedenti alla partita. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Paolo Scafi, procede attualmente con l’ipotesi di lesioni gravi. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire nel dettaglio la dinamica che ha provocato il gravissimo trauma cranico riportato dal trentaseienne juventino.


Il nodo centrale dell’indagine riguarda l’oggetto che avrebbe colpito Basoccu durante i tafferugli. Secondo le prime ricostruzioni investigative, il tifoso potrebbe essere stato raggiunto da una bottiglia di vetro lanciata durante gli scontri. Gli accertamenti medici, infatti, non avrebbero evidenziato bruciature compatibili con l’impatto di un lacrimogeno, mentre le lesioni sarebbero riconducibili a un oggetto contundente.

Non viene esclusa nemmeno l’ipotesi del cosiddetto “fuoco amico”, cioè un colpo partito accidentalmente da un altro sostenitore juventino coinvolto nei disordini.

Una versione però respinta con forza dal padre del tifoso, Pierluigi Basoccu, che ha contestato apertamente la ricostruzione emersa nelle ultime ore. Intervistato da Repubblica e Corriere della Sera, ha sostenuto che il figlio sarebbe stato colpito da un razzo lacrimogeno sparato ad altezza uomo durante l’intervento delle forze dell’ordine.

«Ho le testimonianze di almeno 200 ragazzi che erano lì fuori», ha dichiarato il padre del tifoso, spiegando che il figlio si trovava insieme ai gruppi ultras Viking Milano in attesa dei controlli per accedere al settore ospiti. «Sono stati assaliti da un manipolo di tifosi del Toro, poi la polizia ha risposto con un lancio di lacrimogeni, uno dei quali ha colpito mio figlio alla testa».

Pierluigi Basoccu ha inoltre contestato con decisione l’ipotesi della bottiglia: «Mi sono indignato leggendo questa versione. Una bottiglia al massimo provoca qualche punto di sutura». Le condizioni del figlio, invece, vengono descritte come estremamente serie: «Ha la calotta cranica frantumata in più pezzi e non è stata neanche ricostruita completamente».

Sul fronte dell’ordine pubblico, la polizia ha già arrestato otto tifosi juventini. Tre sono stati fermati in flagranza di reato, mentre altri cinque sono stati identificati e arrestati in flagranza differita grazie alle immagini raccolte anche tramite un drone utilizzato durante il servizio di sicurezza.

Gli arrestati devono rispondere, a vario titolo, di resistenza a pubblico ufficiale, lancio di materiale pericoloso e possesso di materiale pirotecnico in occasione di manifestazioni sportive. Il questore di Torino ha inoltre emesso undici Daspo nei confronti di tifosi coinvolti nei disordini.

Nel bilancio complessivo della serata figurano anche sei agenti della polizia di Stato rimasti contusi durante gli scontri tra ultras e forze dell’ordine. Le indagini della Digos proseguono per identificare eventuali ulteriori responsabili e chiarire definitivamente la dinamica che ha portato al grave ferimento di Marco Basoccu.