Corriere dello Sport: “Delio Rossi: «Il Palermo è tra le favorite, Inzaghi può solo vincere»”

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L’Italia fuori dal Mondiale per la terza edizione consecutiva, le riforme del calcio italiano, il futuro della Serie B e le prospettive del Palermo. Sono questi alcuni dei temi affrontati da Delio Rossi nell’intervista rilasciata a Giancarlo Febbo per il Corriere dello Sport.

Sta guardando questi Mondiali senza l’Italia?


«Li guardo da allenatore, senza partecipazione emotiva».

Per la terza volta di fila Italia fuori. Come mai?

«Nel 2006 noi sul tetto del mondo, ma è stato il canto del cigno. Non ci siamo resi conto che eravamo a fine corsa. Servivano riforme strutturali che non abbiamo mai fatto, al di là dei proclami».

Come evidenzia Giancarlo Febbo sul Corriere dello Sport, Delio Rossi auspica che la nuova governance della FIGC possa finalmente avviare un cambiamento concreto.

Magari ci riuscirà la nuova dirigenza eletta in Figc.

«Me lo auguro, Malagò ha idee, anche se nessuno le vuole davvero le riforme e… siccome il controllore è eletto da quelli che dovranno essere controllati…».

Lei cosa farebbe?

«Serie A a 18, due gironi di B, partendo dal requisito del bacino d’utenza: piazze come Bari, Foggia, Taranto, Reggio Calabria, Salerno, Pescara, Catania, Messina… in B a prescindere».

E la Serie C?

«Ci sono club che iniziano il campionato e non lo finoscono e calciatori che non riescono a mantenere la famiglia. Dopo la B solo calcio dilettantistico, almeno chi ci gioca sa che deve trovarsi un altro lavoro».

Secondo il Corriere dello Sport, l’ex allenatore affronta anche il tema della crescita dei giovani e della filiera del calcio italiano.

È per questo che la filiera tra le categorie non funziona?

«A queste condizioni non potrà mai funzionare, tenendo presente che lo scalino tra A e B è molto più alto che tra B e C».

E poi?

«Non è possibile che gli arbitri abbiano ancora uno statuto dilettantistico. Se uno sbaglia una gara in A lo mandano in punizione in B per un paio di giornate e poi torna al suo posto. Se sbaglia un tecnico è esonerato».

Nelle varie Under gli azzurrini vincono e nell’Italia maggiore, beh, lo sappiamo. Come mai?

«Vinciamo con tutte le Under perché siamo bravi nella tattica, ma quando si tratta si saltare il fossato si scopre che tutti gli altri sono più bravi tecnicamente. Un tempo con la Bosnia, facevamo solo le amichevoli e con la Macedonia neanche quelle».

Ma i talenti italiani ci sono o non ci sono?

«Ci sarebbero, manca chi sappia coltivarli. Oltre ai centri federali servirebbero anche tecnici giusti. E vanno scelti quelli adeguati a far crescere futuri professionisti. Una volta c’erano i Vatta e i Corso, ora fa strada chi si può permettere di accontentarsi di certi stipendi. Occorrono dirigenti illuminati e… più uomini di calcio. Anziché i vari Baggio, Del Piero e Maldini ci sono i politici».

Come sottolinea ancora Giancarlo Febbo sul Corriere dello Sport, Delio Rossi si è soffermato anche sull’ingresso dei fondi stranieri nel calcio italiano.

Cosa pensa dei tanti fondi stranieri che acquistano società anche in B e C?

«Non sono benefattori, hanno il loro tornaconto perlomeno fiscale, scaricando le tasse nei loro Paesi. Gli Agnelli e i Berlusconi non ci sono più, quindi i fondi si stanno impadronendo del nostro calcio. Presto non più nostro».

Infine l’ex tecnico ha analizzato la prossima Serie B, indicando anche il Palermo tra le grandi protagoniste attese.

La B è sempre ricca di sorprese. Lei l’ha vinta con Salernitana, Lecce e Bologna. Ha seguito l’ultimo torneo? Come vede il prossimo?

«Torneo entusiasmante, dove la prima può perdere con l’ultima, cosa che raramente accade in A. E ci sono sempre sorprese. Per la scorsa stagione la palma va al Frosinone, ma hanno fatto bene Juve Stabia e Catanzaro. Per il prossimo campionato le favorite saranno le retrocesse dalla A, ma è chiaro che il Palermo rientra di diritto nel novero. Inzaghi può solo vincere».

Delio Rossi quando in panchina?

«Per ora faccio lo spettatore, poi se qualcuno riterrà che possa essere utile alla sua causa… ne parleremo».