Dazn, Azzi lancia il Mondiale: «69 gare in esclusiva, sarà uno spettacolo globale»

Screenshot 2026-04-17 090204

Un Mondiale senza precedenti, pensato per essere vissuto ovunque e a qualsiasi ora. Stefano Azzi, Ceo di Dazn Italia, racconta alla Gazzetta dello Sport, intervistato da Andrea Ramazzotti, il progetto che porterà l’intera Coppa del Mondo in streaming sulla piattaforma.

Come spiega Andrea Ramazzotti sulla Gazzetta dello Sport, Dazn trasmetterà tutte le 69 partite in esclusiva. «È una soddisfazione e un orgoglio avere tutto il Mondiale in streaming. Il calcio muove la passione della gente», ha dichiarato Azzi, citando anche Arrigo Sacchi: «È la cosa più importante tra le cose meno importanti del mondo».


Il format sarà innovativo e continuo. «Sarà un Mondiale XXL – racconta Azzi alla Gazzetta dello Sport – che vivrà 24 ore su 24. Ci saranno contenuti dalla mattina alla sera per raccontare tutto quello che accade, in campo e fuori». Un racconto ampliato, con rubriche, approfondimenti e una copertura totale dell’evento.

L’assenza dell’Italia pesa, ma non cambia il valore della competizione. «Da tifoso è dura, ma il Mondiale va oltre chi partecipa», sottolinea Azzi alla Gazzetta dello Sport, evidenziando come il fascino delle grandi sfide resti intatto.

Secondo quanto riportato da Andrea Ramazzotti sulla Gazzetta dello Sport, uno dei punti di forza sarà l’accessibilità: «Sarà visibile ovunque, dal divano, in viaggio o in spiaggia. Oggi possiamo guardare le partite su smartphone e tablet: è una rivoluzione».

Tra i ricordi personali, Azzi cita Italia ’82 e Messico ’86, ma guarda al futuro con entusiasmo: «Offriremo contenuti innovativi e interattivi, con highlights personalizzati e integrazione con Fifa+».

Non mancano riflessioni sul sistema calcio. «Servono sacrificio, umiltà e coraggio», afferma Azzi alla Gazzetta dello Sport, spiegando che il rilancio non passa solo dalla Nazionale ma da riforme strutturali e nuove leggi.

Infine, un tema cruciale: la pirateria. «È sottovalutata ed è un problema culturale. Non è una marachella, ma un reato che danneggia tutto il sistema», ha concluso Azzi, ribadendo come il calcio resti «un prodotto premium» il cui valore va tutelato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *