Palermo, protesta choc all’Ucciardone: calciatore libico si cuce la bocca

Muhannad Nuri Khashiba è uno dei cinque giocatori partiti nel 2015 su un barcone da Bengasi per sognare una carriera sui campi europei e finiti in carcere con una condanna a trent’anni da trafficanti. Ora vogliono tornare in Libia, ma in ballo c’è una partita anche politica

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PALERMO – Un video girato nel carcere dell’Ucciardone riaccende il caso dei calciatori libici detenuti in Italia. Come riporta la Repubblica Palermo, Muhannad Nuri Khashiba, condannato a trent’anni per traffico di migranti, ha annunciato lo sciopero della fame arrivando a cucirsi la bocca in segno di protesta.

Nel filmato, diventato virale, il detenuto denuncia le condizioni carcerarie e soprattutto il mancato rimpatrio in Libia, nonostante le promesse istituzionali. “Siamo stanchi di essere presi in giro”, afferma, chiedendo chiarezza alle autorità italiane.


Secondo la Repubblica Palermo, il caso riguarda cinque giovani libici arrivati in Italia nel 2015 e condannati dopo una tragedia in mare costata la vita a 49 migranti. Tre di loro oggi chiedono di scontare la pena in Libia, ma le procedure risultano bloccate tra tensioni politiche interne al Paese nordafricano e stallo diplomatico.

Una vicenda complessa, conclude la Repubblica Palermo, che intreccia giustizia, diritti umani e rapporti internazionali, mentre cresce la pressione per una soluzione.

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