Gazzetta dello Sport: “Serie A, Malagò verso la candidatura Figc: consenso quasi totale tra i club”
Il calcio italiano si prepara a uno snodo istituzionale cruciale. La scelta del prossimo presidente federale rappresenta un passaggio determinante per il futuro del sistema, tra esigenze di riforma e nuove strategie. In questo scenario, la Serie A si muove compatta, pronta a indicare il proprio candidato con largo anticipo, segnale di una volontà condivisa che raramente si è vista negli ultimi anni.
La Serie A accelera sul fronte istituzionale e si prepara a indicare il proprio candidato alla presidenza della Figc. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport nell’articolo firmato da Alessandra Gozzini, l’assemblea di Lega in programma a Milano rappresenta un passaggio chiave per definire una linea comune tra i club.
Secondo quanto evidenziato dalla Gazzetta dello Sport di Alessandra Gozzini, tutti i venti club sono stati convocati in presenza, senza possibilità di collegamento da remoto, proprio per l’importanza del tema all’ordine del giorno. L’obiettivo è chiaro: arrivare a una posizione condivisa e ufficiale sul nome da sostenere nella corsa alla guida della Federazione.
Il nome che raccoglie il consenso più ampio è quello di Giovanni Malagò. Sempre secondo la Gazzetta dello Sport, nell’analisi di Alessandra Gozzini, tra 17 e 18 club su 20 sarebbero già schierati a favore dell’attuale presidente del Coni, numeri che configurano un vero e proprio plebiscito considerando le tradizionali divisioni interne alla Lega.
Tra gli endorsement più significativi, la Gazzetta dello Sport riporta le parole del presidente del Torino, Urbano Cairo, raccolte da Alessandra Gozzini:
«Se ho una preferenza per la prossima guida della Figc? Io so che c’è un’ipotesi di Giovanni Malagò per quel che riguarda la Lega Serie A: io lo stimo e lo conosco bene, Malagò è una persona molto capace e ha fatto bene al Coni, potrebbe essere una persona sulla quale puntare».
Il consenso attorno a Malagò si basa non solo sulla figura, ma anche sui risultati ottenuti durante la sua gestione al Coni, come sottolinea ancora la Gazzetta dello Sport nel pezzo di Alessandra Gozzini: le 40 medaglie conquistate dall’Italia alle Olimpiadi di Parigi 2024 rappresentano un biglietto da visita importante.
Sul fronte interno, i dialoghi tra i club proseguono per consolidare un accordo il più possibile unanime. Anche il Milan, inizialmente orientato a proporre il nome di Adriano Galliani, avrebbe poi converguto su Malagò, con lo stesso Galliani che ha declinato l’ipotesi aggiungendo di fatto un sostegno indiretto.
Resta una minoranza guidata da Claudio Lotito, presidente della Lazio, che tuttavia – secondo le indicazioni raccolte – non dovrebbe riuscire a spostare più di due o tre club. Se le previsioni saranno confermate, la Serie A indicherà ufficialmente il proprio candidato con largo anticipo rispetto alla scadenza del 13 maggio.
Il percorso porterà poi al voto del Consiglio federale del 22 giugno, momento decisivo in cui tutte le componenti del sistema calcio saranno chiamate a esprimersi. Un dato significativo, evidenziato dalla Gazzetta dello Sport, è che dal 2001 – con Franco Carraro – il presidente Figc non è più espressione diretta dei club di Serie A.
Parallelamente alla scelta del candidato, le società stanno lavorando a un documento programmatico da affiancare alla candidatura. Le richieste sono note: fiscalità agevolata per i settori giovanili, incentivi per la costruzione di nuovi stadi di proprietà, revisione del divieto di pubblicità sul betting e una diversa gestione dei ricavi derivanti dalle scommesse.
Temi centrali per il futuro del calcio italiano, su cui Malagò – secondo quanto filtra – sarebbe sensibile. Più fredda invece la posizione del governo: il vicepremier Matteo Salvini ha espresso perplessità sulla sua eventuale nomina, dichiarando:
«Onestamente preferirei guardare avanti. Se il calcio italiano ha bisogno di un ricambio, mi piacerebbe qualche volto nuovo».
La sensazione, però, è che la Serie A voglia muoversi compatta e in anticipo rispetto alle altre componenti federali, con l’obiettivo di indirizzare in maniera decisa la scelta del prossimo presidente Figc. Un segnale politico forte, che potrebbe pesare in modo determinante nel voto di giugno.
