Coppa d’Africa al Marocco, il Senegal esplode: «Decisione assurda, vogliono la guerra»
Il ribaltone deciso dalla Caf continua a scuotere il calcio africano. Come riportato da Marca, la decisione di togliere la Coppa d’Africa al Senegal per assegnarla a tavolino al Marocco ha scatenato reazioni durissime da parte dei protagonisti. Marca evidenzia un clima di forte tensione e incredulità, con dichiarazioni al limite dello scontro istituzionale. Ancora Marca sottolinea come la federazione senegalese si senta profondamente danneggiata da una scelta senza precedenti. E sempre Marca racconta una protesta che coinvolge giocatori, dirigenti ed ex protagonisti del calcio africano.
Le parole più forti arrivano direttamente dallo spogliatoio. Moussa Niakhaté, parlando a L’Equipe, ha dichiarato:
«Dirò cose folli se parlo».
Dalla federazione senegalese, sempre a L’Equipe, filtra rabbia e incredulità:
«Siamo indignati. Il 29 marzo si terrà una riunione del Comitato Esecutivo della Caf, sarà la terza guerra mondiale».
Anche sui social la protesta è esplosa. Niakhaté ha pubblicato una foto con il trofeo accompagnata da un messaggio provocatorio:
«Venite a prendervelo».
Sulla stessa linea Pape Demba Diop:
«Credo che ci troviamo nel paese dei pazzi».
Più ironica la reazione di Habib Diarra, che ha condiviso immagini con la coppa accompagnate da emoji di scherno. Ma a far discutere sono soprattutto le parole dell’ex tecnico Claude Le Roy, riportate da Marca:
«Non avrei mai immaginato che la Caf potesse spingersi così in là su questa strada dell’assurdità».
Le Roy ha poi puntato il dito sulla gestione politica della Confederazione:
«Quando vedi come il signor Patrice Motseppe gestisce la Caf, un vassallo di Gianni Infantino che fin dall’inizio voleva dare questa Coppa al Marocco…».
Non manca il riferimento al campo:
«Il Marocco ha disputato un’ottima Coppa d’Africa e meritava di vincere il torneo, ma in finale il Senegal è stato migliore».
E ancora, accuse pesanti:
«Dietro tutto questo si celano molti intrighi loschi e accordi sottobanco».
Anche Pathé Ciss ha affidato ai social il proprio sfogo:
«Potete segnare altri tre gol a quei piagnucoloni».
Nel frattempo, la federazione senegalese ha ufficializzato il ricorso al Tas contro quella che viene definita:
«Una decisione ingiusta, senza precedenti e inaccettabile, che scredita il calcio africano».
La vicenda è tutt’altro che chiusa. Come evidenzia Marca, lo scontro si sposterà ora sul piano legale, con il Senegal pronto a difendere il titolo conquistato sul campo.
