La Sicilia: “Palermo, stadio alla resa dei conti: ecco tutte le spine”
Il progetto di riqualificazione dello stadio Renzo Barbera entra in una fase delicata. Come racconta Stefania Giuffrè su La Sicilia, mercoledì è prevista una nuova riunione della conferenza dei servizi a Palazzo Palagonia, ma attorno al progetto emergono già alcune criticità che potrebbero rallentare l’iter verso la candidatura dell’impianto per Euro 2032.
Secondo quanto ricostruisce Stefania Giuffrè su La Sicilia, la documentazione presentata finora presenta alcune lacune che hanno sollevato dubbi tra gli enti coinvolti. La questione più immediata riguarda la posizione del Coni Sicilia, che ha subordinato la propria partecipazione all’acquisizione del parere tecnico-sportivo, documento che potrà essere rilasciato solo dopo il caricamento sulla piattaforma telematica del progetto di fattibilità tecnica o esecutiva.
Un altro nodo riguarda lo studio di compatibilità geomorfologica. Come evidenzia Stefania Giuffrè sulle colonne de La Sicilia, senza questo documento l’Autorità di bacino non può esprimere il proprio parere, passaggio obbligatorio per legge anche alla luce della possibile presenza di cavità sotterranee nell’area dello stadio.
La situazione ha già portato gli uffici regionali a una prima valutazione negativa. Secondo quanto riportato ancora da Stefania Giuffrè su La Sicilia, gli uffici hanno ritenuto che «in questa fase l’istanza verrà archiviata per manifesta improcedibilità», segnalando la necessità di integrare la documentazione prima di proseguire l’iter.
Ulteriori dubbi arrivano dalla Soprintendenza, che ha espresso un parere favorevole ma condizionato alla tutela delle strutture storiche dello stadio. In particolare dovrebbero essere preservati il prospetto a tre arcate e le strutture laterali del primo anello risalenti agli anni Trenta del Novecento, salvo eventuali verifiche sull’interesse culturale.
Il progetto su cui lavora il Palermo Football Club prevede uno stadio da 38.471 posti. Come ricorda Stefania Giuffrè su La Sicilia, una capienza che consentirebbe di ospitare partite della fase a gironi dei tornei internazionali, competizioni femminili e altre manifestazioni Uefa o Fifa, ma che resterebbe sotto la soglia minima richiesta per le finali di Europa League (40 mila posti) o di Champions League (70 mila).
Tra le questioni ancora aperte c’è anche il tema dei parcheggi. Il Palermo considera fondamentale utilizzare una parte dell’area dell’ex campo Rom, ipotesi alla quale rinuncerebbe soltanto se il Comune individuasse uno spazio alternativo equivalente. Tuttavia i Rangers che gestiscono la Riserva di Monte Pellegrino hanno espresso perplessità, ricordando che il piano dell’area prevede prevalentemente spazi destinati a giardini e attività sportive, ricreative e agricole, con una porzione limitata destinata ai parcheggi.
I Rangers hanno inoltre chiesto una mappa dettagliata delle aree che il club rosanero vorrebbe utilizzare. Intanto la questione ha attirato anche l’attenzione della politica cittadina. Giulia Argiroffi e Ugo Forello, esponenti di Oso, hanno auspicato che questi intoppi non comportino un allungamento dei tempi.
Secondo quanto riportato da Stefania Giuffrè su La Sicilia, i due consiglieri hanno comunque espresso apprezzamento per l’impegno del club, sottolineando però un rischio: «Sarebbe un peccato che, a fronte di un investimento di circa 300 milioni di euro, di cui la metà a carico del Palermo, per soli 1.529 posti lo stadio restasse nella fascia che consente di ospitare finali di competizioni minori».
