Tuttosport: “Mondiali a Dazn, Italia in chiaro su Rai o Mediaset”
Dazn sarebbe pronta a prendersi anche il Mondiale 2026. Stefano Pasquino, sulle colonne di Tuttosport, anticipa che la piattaforma streaming – dopo il rodaggio con il Mondiale per club – si sarebbe aggiudicata i diritti per la rassegna iridata in programma dall’11 giugno al 19 luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico.
Come precisa Stefano Pasquino su Tuttosport, il condizionale resta d’obbligo in attesa degli annunci ufficiali, ma l’ipotesi è che Dazn trasmetta in diretta tutte le partite del torneo. Uno scenario che cambierebbe gli equilibri televisivi del grande evento calcistico.
La questione si intreccia inevitabilmente con il percorso della Nazionale. Stefano Pasquino, su Tuttosport, ricorda che l’Italia dovrà prima conquistare la qualificazione, passando dallo spareggio del 26 marzo a Bergamo contro l’Irlanda del Nord e dall’eventuale gara decisiva del 31 marzo in trasferta contro la vincente di Galles-Bosnia.
Se gli azzurri dovessero staccare il pass, le normative vigenti imporrebbero la trasmissione in chiaro delle partite della Nazionale, garantendo la copertura ad almeno l’80% della popolazione. Come sottolinea Stefano Pasquino su Tuttosport, la destinazione più naturale sarebbe Rai 1, ma anche Mediaset potrebbe assicurare la messa in onda in chiaro, forte dei precedenti accordi per il Mondiale per club e per le gare di cartello della Liga.
Lo scenario diventerebbe ancora più articolato in caso di mancata qualificazione dell’Italia. In quel caso, scrive Stefano Pasquino su Tuttosport, Dazn potrebbe rivendere in chiaro le partite di maggior richiamo, considerando l’appeal che un Mondiale mantiene anche senza la Nazionale.
Il precedente è recente: nel 2018, dopo l’esclusione dell’Italia dal Mondiale in Russia, fu Mediaset ad acquistare i diritti a prezzo ridotto, ottenendo comunque ottimi ascolti. Per Qatar 2022, invece, si tornò alla Rai, anche alla luce delle polemiche seguite allo “scippo” precedente.
La partita, dunque, è aperta su due fronti: quello televisivo e quello sportivo. Prima, però, l’Italia dovrà guadagnarsi sul campo il diritto di esserci.
