Escl. Riganò: “Giocatori stressati? Stupidaggini. Calcio unica volta nella quale non ho lavorato nella mia vita”
«Fabrizio credo sia stato il giocatore più forte con il quale ho giocato. È stato un genio calcistico e un ragazzo meraviglioso. Anche troppo buono, per certi versi. Sono contento del tributo che gli è stato offerto. Certo, ci sono rimasto un po’ male perché mi avrebbe fatto piacere partecipare alla sua ultima partita da calciatore».
Queste le parole ai microfoni di Ilovepalermocalcio.com di Christian Riganò, ex attaccante e compagno di Fabrizio Miccoli nella parentesi alla Fiorentina.
A proposito di attaccanti. Gli exploit di Raimondo e Varela possono far pensare che stiano tornando i bomber di provincia?
«Mi auguro che stiano tornando. Spero anche che venga concesso spazio ai giovani italiani. Bisogna avere il coraggio di farlo. Nulla contro gli stranieri, ma in Italia ce ne sono troppi. Bisognerebbe avere il coraggio che hanno avuto un tempo i vari Gaucci o anche l’Empoli di Corsi, di andare a pescare italiani anche nelle categorie inferiori».
L’Empoli sarà il prossimo avversario del Palermo. Via Pagliuca e dentro Andreoletti. Cosa pensa del momento delicato dei toscani?
«Ho lavorato a Empoli e so come lavora la famiglia Corsi. Loro hanno preso l’Empoli dal basso, portandolo anche a disputare diversi campionati di Serie A. A volte ci si dimentica della realtà nella quale ci si trova e la famiglia Corsi aveva abituato tutti molto bene. Un piccolo intoppo dopo una lunga gestione ci può stare. Resto convinto dell’idea che, se rimarrà di proprietà della famiglia Corsi, l’Empoli tornerà presto a disputare la massima serie».
Palermo guidato anche quest’anno da Pohjanpalo. Come giudica l’attaccante finlandese?
«Pohjanpalo è un attaccante che ti garantisce almeno quindici gol a stagione. Non è partito benissimo, ma offrirà come sempre il suo importante contributo. È un attaccante affidabile, non so se lo potrà essere anche in Serie A, visto quanto fatto l’ultima volta a Venezia. Sono convinto che anche quest’anno segnerà i suoi quindici o venti gol».
Spesso si parla anche di giocatori stressati per i troppi impegni. Cosa pensa in merito a questo tema?
«Sono tutte stupidaggini. L’unica volta nella quale non ho lavorato nella mia vita è stato quando giocavo a calcio. Basta chiedere a chi, come me, prima ha lavorato e poi ha giocato. Lo stress mentale posso ricondurlo a un padre di famiglia che guadagna poco più di un migliaio di euro al mese. Non a chi percepisce tanti soldi per giocare a calcio. Il calcio è un lavoro solo perché ci sono dei soldi di mezzo. Per il resto è solo un gioco».
Campionato fermo per gli impegni delle Nazionali. Che effetto le ha fatto rivedere Mancini alla guida degli azzurri?
«Mi ha fatto effetto rivederlo alla guida dell’Italia, per il modo nel quale aveva chiuso la precedente parentesi. Non si discute lo spessore dell’allenatore. Del resto è stato l’ultimo a portare la nostra Nazionale a un successo. Certo, il suo addio non è stato bello, però bisogna dargli fiducia».
Da ex della Fiorentina, che idea si è fatto su Fabio Grosso, il quale avrebbe chiesto di essere licenziato definendo “inallenabile” la sua squadra?
«Qualora Grosso avesse pronunciato realmente queste parole, si sarebbe dovuto dimettere e non avrebbe dovuto aspettare l’esonero. Non mi aspettavo tutte queste difficoltà, anche se è chiaro che quando cambi tanto serve anche del tempo. Se quella frase è stata realmente detta da Grosso, allora è giusto che questo tempo non gli sia stato concesso. In caso contrario, forse qualche chance in più l’avrebbe meritata».
E nella corsa al titolo chi vede favorito?
«Chi vince lo scudetto parte ogni anno da favorita. Visto l’inizio di stagione, mi sento di dire che l’Inter resta la squadra da battere. Il Milan è in fase di assemblaggio e il Napoli ha bisogno di tempo. La Roma di Gasperini potrebbe forse dare fastidio ai nerazzurri. Molto si capirà, come dice sempre Allegri, verso il mese di marzo».
