Brunori: «Palermo mi ha fatto maturare. Baldini per me è stato come un papà»
Dalla nuova avventura con l’Ascoli agli anni vissuti con la maglia del Palermo, passando per Silvio Baldini, Eugenio Corini e la nascita della figlia Matilde. Matteo Brunori si racconta in una lunga intervista concessa a Massimiliano Mariotti per il Resto del Carlino. L’ex attaccante e capitano rosanero torna su alcuni dei momenti più importanti della propria carriera, spiegando quanto Palermo abbia inciso sulla sua maturazione personale e calcistica.
Alla domanda su chi sia Matteo al di là del calciatore conosciuto dal pubblico, Brunori risponde:
«È un ragazzo semplicissimo che ha accettato questa sfida con tanto entusiasmo. Quando si è creata l’opportunità ho sentito tanta energia. In questo momento era quello che cercavo. Ringrazio il gruppo perché mi ha accolto davvero bene. Sono felicissimo della scelta e la rifarei. L’Ascoli l’ho trovato spesso nel mio cammino. Mister Tomei propone un calcio che mi piace molto. Mi ha sorpreso il modo di lavorare. Noi durante la settimana, oltre a studiare l’avversario, prepariamo noi stessi facendo le cose che dobbiamo fare quando abbiamo la palla. Abbiamo ragazzi umilissimi e predisposti al lavoro».
Brunori: «La mia volontà è sempre stata Ascoli»
Il trasferimento è maturato dopo ore frenetiche nelle quali anche il Modena era entrato in scena. L’ex capitano del Palermo, ai microfoni di Massimiliano Mariotti per il Resto del Carlino, chiarisce quale fosse la propria volontà:
«Durante il calciomercato avevo già dato al mio agente piena disponibilità a venire qui ad Ascoli. Non gestendo tutto io, dato che ero del Palermo, c’erano poi stati dei contatti del club col Modena. La mia volontà comunque è sempre stata questa. Il mio desiderio era trovare un progetto con la giusta identità e l’ho trovato qua».
«A Palermo una grande evoluzione mentale e fisica»
Nel ripercorrere la propria carriera, Brunori individua proprio nell’esperienza palermitana e nella promozione in Serie B uno dei momenti della svolta.
«Nella mia carriera ho sempre avuto alti e bassi. Forse l’ho scoperto un po’ tardi. Dopo l’anno di Palermo dove siamo riusciti a conquistare la promozione in B. Lì c’è stata una grande evoluzione sia dal punto di vista mentale che sotto quello fisico. Credo di aver raggiunto la maturità intorno ai 25 anni. Oggi sento di poter dare una grande mano».
Prima di arrivare a quei livelli, però, c’era stato anche un momento nel quale Brunori aveva pensato di cambiare completamente vita. Fondamentale fu suo nonno Luigi:
«Il mio è stato un percorso particolare. Ero in C e scelsi tornare in Eccellenza. In quel momento non avevo motivazioni e volevo riavvicinarmi a casa. Pensavo di cambiare vita e trovare lavoro. Nonno Luigi è stato fondamentale nell’aiutarmi a vedere le cose in modo diverso. Dall’Eccellenza così ho iniziato la scalata fino alla B. È stato un cammino molto bello che mi ha consentito di calcare campi di periferia e di capire tante cose. Ho incontrato tanti ragazzi che giocavano dopo il lavoro senza neanche percepire lo stipendio. Quindi comprendi che se giochi a calcio devi dare il massimo per rispetto di questo sport».
Brunori: «Baldini per me è stato come un papà»
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista al Resto del Carlino, firmata da Massimiliano Mariotti, riguarda gli allenatori che hanno contribuito alla crescita dell’attaccante.
Brunori dedica parole particolarmente importanti a Silvio Baldini, tecnico della promozione del Palermo in Serie B:
«Ho avuto la fortuna di avere mister Silvio Baldini. Per me è stato come un papà dentro e fuori dal campo. A Palermo è stato un maestro. Tanti consigli che mi ha dato in quell’anno ancora oggi me li trovo. Poi in B ho incontrato anche Eugenio Corini, un altro allenatore che mi ha dato tanto».
La chiamata dell’Italia: «Ringrazio Mancini»
Nel percorso di Brunori c’è stata anche l’esperienza con la Nazionale:
«Vestire la maglia dell’Italia, seppur per qualche ora, è stato stupendo ma oggi ho un altro obiettivo. Dare il massimo per l’Ascoli, mettendomi a disposizione della squadra per portare a casa il risultato. Ringrazio mister Roberto Mancini perché sono stati momenti importanti. Ero molto emozionato. Oggi non faccio voli pindarici, penso solo all’Ascoli».
Matilde, nata a Palermo: «È la gioia più bella della mia vita»
Anche il primo gol con l’Ascoli ha riportato Brunori, indirettamente, a Palermo. La dedica è stata infatti per la figlia Matilde, nata proprio nel capoluogo siciliano durante uno dei momenti più felici dell’esperienza rosanero.
«Alla mia bimba Matilde che era allo stadio per la prima volta. Lei è la mia prima tifosa. È la gioia più bella della mia vita. Nacque a Palermo in un momento di grande euforia e quindi era tutto meraviglioso. Il calcio le piace molto, non vede l’ora che arrivi il giorno della partita. Sognavo un debutto così, segnando il gol, per rompere il ghiaccio. Mi ha dato la carica fare la prima rete in casa».
«Ascoli ha sentimento, valore e vivacità»
Adesso il presente si chiama Ascoli. Brunori racconta di aver già percepito il forte legame tra la squadra e la città:
«A me piace vivere dentro la città e percepire le sensazioni della gente sia nei momenti positivi che in quelli negativi. Qui ad Ascoli c’è grande attaccamento. I 10mila abbonati in una città di 45mila abitanti è incredibile. Dovremo cavalcare questa cosa e alimentare l’entusiasmo. Ci saranno momenti difficili, ma avere dei tifosi così ci aiuterà a superare le difficoltà. Sono felice di essere arrivato in un posto che ha sentimento, valore, vivacità».
Infine, parlando dell’avvio della squadra e della sfida contro il Südtirol, l’ex attaccante e capitano del Palermo spiega a Massimiliano Mariotti per il Resto del Carlino:
«Sì, me l’aspettavo perché la squadra ha un’identità forte e sa sempre cosa fare. Da quando sono qua non ho visto neanche un allenamento sbagliato a livello di atteggiamento e intensità. Abbiamo tutti i presupposti per fare bene. Il primo è la salvezza, poi vedremo dove ci troveremo. A Bolzano credo che sarà una bella partita. Hanno un allenatore a cui piace molto giocare».
Per Brunori comincia dunque un nuovo capitolo, ma Palermo rimane un passaggio centrale della sua storia: la promozione in Serie B, la maturazione calcistica e personale, il rapporto con Baldini e Corini e la nascita della figlia Matilde sono ricordi che l’ex capitano continua a portare con sé.
