Cesena, Pagano: «Diamanti allenatore positivo e diretto»
Riccardo Pagano è uno dei protagonisti dell’ottimo avvio di stagione del Cesena. Il centrocampista si è raccontato ai microfoni di Gianluca Di Marzio, soffermandosi sulla nuova esperienza in bianconero, sul rapporto con mister Diamanti e sulle ambizioni personali e di squadra.
«Mi sono trovato bene fin da subito, fin dai primi giorni di allenamento. Sto giocando in una posizione inedita per me: da play. Ma ammetto che mi sta piacendo molto, mi trovo a mio agio ed è un fattore positivo: bisogna essere capaci di adattarsi in più zone del campo».
Il sogno resta quello di tornare nel massimo campionato: «Il mio sogno? Tornare in Serie A. Mi piacerebbe farlo proprio con questa maglia».
Per Pagano, lasciare il mondo Roma non è stato semplice dopo una vita trascorsa a Trigoria: «Ho passato tutta la mia vita a Trigoria: sono entrato che ero un bambino. Non è stato facile staccarsi, ma era giunto il momento».
Il rapporto con Diamanti
Il centrocampista ha parlato anche del suo rapporto con l’allenatore: «Diamanti? Abbiamo un rapporto bellissimo. È una persona diretta, un allenatore positivo che sa trasmetterci grande energia. Propone un calcio offensivo. Il suo stile mi piace parecchio: la squadra sta imparando tanto da lui e siamo davvero felici».
Pagano ha poi evidenziato una caratteristica del tecnico che lo ha particolarmente colpito: «La capacità di essere estremamente serio e, al tempo stesso, solare e divertente. Questo suo aspetto mi ha conquistato».
Positivo anche il giudizio sulla nuova realtà: «Qui si sta benissimo. Ci sono il mare, la montagna e tanti bei posti. L’ambiente è stato molto accogliente e la città vive di calcio: lo stadio è sempre pieno e mi sto trovando a meraviglia».
Gli obiettivi del Cesena
Pagano ha spiegato come la squadra stia vivendo la lunga pausa: «Il nostro obiettivo è divertirci, sempre. Dobbiamo seguire le indicazioni del nostro allenatore e cercare di dominare le partite dall’inizio alla fine».
Uno stop che può comunque diventare un’opportunità di lavoro: «È uno stop molto lungo e a noi calciatori non piace molto stare fermi. Ma la stiamo vivendo bene: ci alleniamo e la sfruttiamo per mettere “benzina nelle gambe”. Molti di noi in estate si sono allenati a parte o erano fuori rosa nelle vecchie squadre, quindi questo lavoro ci sta tornando utilissimo».
Il ricordo di Mourinho
Nel corso dell’intervista, Pagano ha ricordato anche l’esperienza vissuta alla Roma e le parole ricevute da José Mourinho: «Dopo il ritiro estivo mi chiamò nel suo ufficio e mi disse: “Da oggi sarai stabilmente in prima squadra, sarai uno di noi. Mi sei piaciuto tanto in questi giorni”».
Un momento rimasto impresso nella memoria del centrocampista: «Sentirsi dire parole simili da un allenatore del genere è bellissimo. Ti spinge sempre a dare il massimo: a prescindere che tu sia appena salito dalla Primavera o abbia dieci anni di carriera, lui tratta tutti allo stesso modo».
Il legame con Cherubini
Tra i compagni c’è anche Luigi Cherubini, con il quale Pagano condivide un legame particolare: «Con Luigi Cherubini c’è un legame fortissimo. Entrambi di Tivoli, siamo praticamente cresciuti insieme. Andavamo a Trigoria e siamo stati persino in vacanza insieme: ci sentiamo tutti i giorni».
Sul ritorno in campo e sulla necessità di trovare maggiore continuità, Pagano aggiunge: «Non vediamo l’ora di tornare in campo. Cercheremo di imporre il nostro gioco e dominare la partita, trovando quella continuità nel secondo tempo che ci è mancata nelle prime uscite. Giochiamo bene e dobbiamo raccogliere i punti che meritiamo».
«Abbiamo un potenziale enorme»
Il centrocampista crede nelle qualità del gruppo: «Abbiamo grandi margini di miglioramento e un potenziale enorme. Non c’è soltanto Cristian Shpendi, che è un attaccante fantastico e fondamentale per noi: qui c’è un gruppo solido di giovani, veterani e uno staff preparato. Sono sicuro che ci divertiremo».
Infine, Pagano ha spiegato il significato del tatuaggio con il numero 24, legato alla prima esperienza lontano da Roma: «È il primo numero indossato una volta lasciato il mondo Roma, nella mia prima vera esperienza lontano da casa: un anno in cui ho vissuto cose del tutto nuove».
Una stagione difficile, dalla quale il centrocampista ha comunque tratto un importante insegnamento: «La delusione è stata enorme, nessuno scende in campo per perdere. È stata una stagione difficile: abbiamo cambiato diversi allenatori. Ma il calcio è questo, bisogna sapersi rialzare».
E conclude: «Quell’esperienza mi ha insegnato tanto e la porterò sempre con me perché mi ha formato enormemente. Giorno dopo giorno c’è sempre qualcosa da imparare».
