Gazzetta dello Sport: “Stasera Francia-Italia, parla Inzaghi: «Zidane? Per un attaccante avere Zizou alle spalle era un privilegio»”
Stasera Francia e Italia si ritrovano di fronte a Parigi, in una sfida di Nations League che metterà uno contro l’altro anche Roberto Mancini e Zinedine Zidane. E proprio alla vigilia del confronto con i Bleus a raccontare Zizou è Filippo Inzaghi, tecnico del Palermo, che con il fuoriclasse francese ha condiviso quattro stagioni alla Juventus. Un’intesa costruita attraverso gol, assist e quasi diecimila minuti trascorsi insieme sul terreno di gioco.
Nell’intervista concessa a Guglielmo Buccheri per la Gazzetta dello Sport, Inzaghi riavvolge il nastro fino agli anni in bianconero. I numeri raccontano 137 partite condivise, con Zidane capace di mandare in gol Inzaghi per tredici volte.
La prima insieme risale al 23 agosto 1997, nella Supercoppa Italiana contro il Vicenza. L’ultima al 17 giugno 2001 contro l’Atalanta, prima delle rispettive partenze verso Milan e Real Madrid.
Pippo, c’è stata un po’ di magia nel vostro rapporto professionale?
«Posso dire di avere avuto la fortuna di giocare con uno come Zizou: per un attaccante sapere che alle spalle hai un compagno così è davvero un grande privilegio…».
Una palla, uno scatto ed ecco l’intuizione.
«Sì… Zizou sapeva sempre come metterti nelle condizioni migliori in campo».
Il segreto?
«Spesso bastava un movimento giusto e lui aveva già visto tutto: andava così».
Come emerge nell’intervista di Guglielmo Buccheri per la Gazzetta dello Sport, Inzaghi rimase impressionato non soltanto dalla tecnica del francese, ma soprattutto dalla naturalezza con cui riusciva a rendere semplici anche le giocate più complicate.
La sua forza… una tra le tante?
«Direi la qualità tecnica, evidente a tutti, ma ciò che mi colpiva di più era la naturalezza con la quale Zidane faceva sembrare semplici anche le giocate più difficili. Per questo motivo non mi sono mai stupito nel vederlo diventare un grande allenatore».
Dal campo alla panchina, per il Pallone d’oro francese è stato un salto senza contraccolpi.
«Se hai l’intelligenza calcistica, la personalità e la capacità di capire i momenti della partita come ha sempre avuto Zizou con il pallone tra i piedi, hai tutto per portarti dietro queste peculiarità e doti anche nel ruolo di allenatore».
Intelligenza calcistica, personalità e capacità di decifrare i momenti della partita: chiedere di più sarebbe stato molto complicato…
«Zizou è stato un grandissimo compagno di squadra, così come Kakà, una vera manna per chi come me faceva l’attaccante di mestiere. Per questo prima ho sottolineato la fortuna che ho avuto ad incontrarlo».
Inzaghi ricorda la notte di Kiev
Tra i tanti ricordi condivisi con Zidane, ce n’è uno che Inzaghi conserva in maniera particolare: la notte di Champions League del 1998 contro la Dinamo Kiev. Guglielmo Buccheri sulla Gazzetta dello Sport riporta il ricordo dell’attuale allenatore del Palermo.
Quasi diecimila minuti sul terreno di gioco insieme dentro ai quattro anni bianconeri: chiuda gli occhi…
«Se penso a una partita giocata insieme a Zizou mi ritorna in mente una notte davvero speciale, in Champions League, a Kiev nel 1998».
Speciale…
«Venivamo dal pareggio, 1-1, dell’andata e dovevamo andare lì per vincere. Sul primo gol, Zidane mi mise davanti alla porta con uno di quei palloni che soltanto lui riusciva a mettere. Anche il secondo gol, di testa, nasce da un suo calcio d’angolo».
Una partita dagli effetti non banali.
«Quella sera, a Kiev, realizzai una tripletta e vincemmo 4-1. Quella notte racconta bene, molto bene che cosa significasse giocare con uno come Zidane».
«Bello aver avuto alle spalle uno così»
Le strade di Inzaghi e Zidane alla Juventus si separarono nell’estate del 2001. Il primo si trasferì al Milan, il secondo cominciò la sua avventura con il Real Madrid. Prima dell’addio arrivò un’ultima partita insieme con la maglia bianconera contro l’Atalanta.
Nell’intervista realizzata da Guglielmo Buccheri per la Gazzetta dello Sport, Inzaghi chiude così il racconto del rapporto costruito sul campo con il campione francese.
Pippo e Zizou, Inzaghi e Zidane: avete giocato insieme anche l’ultima partita con la divisa della Juventus nel 2001. Lei se ne sarebbe andato nella Milano rossonera, mentre Zizou avrebbe, da lì a poche settimane, cominciato la nobile avventura a Madrid, casa Real. C’è stata un bel po’ di magia nel vostro dialogo sul campo…
«Beh sì… bello aver avuto alle spalle uno così…».
Stasera Zidane sarà dall’altra parte, sulla panchina della Francia contro l’Italia di Mancini. Inzaghi seguirà la sfida da allenatore del Palermo, ma conosce bene il talento e l’intelligenza calcistica dell’ex compagno: qualità che, secondo Superpippo, Zizou è riuscito a trasferire dal campo alla panchina.
