Mantova, Piccoli: «La A non mi spaventa, ma non voglio andarci per fare la comparsa»
Il presidente del Mantova, Filippo Piccoli, ha approfittato della sosta per fare il punto sul presente e sul futuro del club biancorosso. In un’intervista approfondita, il numero uno virgiliano ha parlato della crescita della società, del lavoro di Fabio Brutti e dell’allenatore Modesto, senza nascondere le ambizioni per il futuro.
«È il primo anno che mi sento pienamente tranquillo quando mi devo assentare per qualche giorno, com’è capitato di recente per ragioni di lavoro. Ho una fiducia totale in Fabio Brutti e in tutti. Sono fiducioso. Ma lo ero fin da quest’estate perché percepivo un clima diverso. Un po’ come nel 2023, ma con maggior consapevolezza».
Piccoli si è detto particolarmente soddisfatto del percorso intrapreso dalla società: «Sono proprio contento di quello che stiamo costruendo. Per esempio dei rapporti con le altre società: a Mantova non si era mai lavorato abbastanza su questo aspetto, che io ritengo fondamentale. Anche qui dico bravo a Brutti».
Il presidente ha poi sottolineato la strategia adottata sul mercato e l’importanza di puntare sui giovani: «Abbiamo un sacco di giocatori nostri, e di prospettiva. Se le cose vanno bene, ci siamo messi nelle condizioni di autofinanziarci ogni anno. E sarebbe un grandissimo risultato».
Parole di grande apprezzamento anche per Modesto: «Un fenomeno. Guardate solo, da quando è arrivato, quanto s’è alzato il livello dei calciatori che già c’erano. A parte questo, mi piace che sia attento agli interessi della società; che abbia sposato a 360 gradi il nostro progetto e il ruolo che gli abbiamo dato. Sente che ha una responsabilità importante».
L’obiettivo resta la salvezza
Nonostante il buon momento e le prospettive del club, Piccoli invita a mantenere equilibrio e concretezza: «Io dico che l’obiettivo principale resta la salvezza. Questo dev’essere il punto di partenza. Poi è chiaro che, se siamo bravi a raggiungerla in anticipo, proveremo a fare ulteriori step. Ma voglio tenere i piedi per terra».
Il presidente non nasconde però di guardare anche alla possibilità di un futuro in Serie A: «Serie A? Non mi spaventa nulla. Ma non voglio andare in A a fare la comparsa. Servirebbero investimenti all’altezza, e non parlo soltanto a livello di squadra. È un discorso che dovrebbe coinvolgere anche le istituzioni, le strutture».
Da qui la necessità di procedere con prudenza: «Per questo dico: andiamo con i piedi di piombo. Posso comunque dire che ho già incontrato il sindaco Murari e ho trovato una persona appassionata e sul pezzo».
Il modello e il futuro societario
Guardando al futuro, Piccoli ha indicato anche alcuni esempi di riferimento per il Mantova: «Il modello sarebbe l’Atalanta: proprietà americana con ampia disponibilità economica, ma gestione affidata alla competenza della famiglia Percassi. Lo stesso accade a Pisa con i Corrado».
Il presidente ha quindi spiegato che per costruire un modello di questo tipo serve una piena sintonia tra le parti: «Ovviamente, perché questi modelli funzionino, ci dev’essere una sintonia totale tra le parti. Non vi nascondo che mi sono mosso per sondare la situazione. Ma i colloqui che ho avuto non mi hanno convinto».
Piccoli, tuttavia, guarda con fiducia alla crescita della società: «Il Mantova sta acquisendo una tale credibilità che chissà un giorno…».
La partnership con Banco BPM
Infine, il presidente ha parlato dell’accordo raggiunto con Banco BPM, considerandolo un passaggio importante per la crescita del club e del territorio: «Sapete tutti quanto tenga al concetto di credibilità. Ebbene, uno dei modi per alzare il livello è circondarsi di compagni di viaggio che hanno fatto della credibilità sul proprio mercato di riferimento un marchio di fabbrica».
«Banco BPM appartiene a questa schiera. Sono orgoglioso di aver stretto un’accordo con loro: era un mio obiettivo quando sono arrivato a Mantova, ci voleva tempo, ed esserci riuscito è un risultato di grande pregio. Un segnale forte per il Mantova e l’intero territorio».
L’accordo, spiega Piccoli, è destinato potenzialmente a proseguire: «L’accordo è annuale ma contiamo di estenderlo. Mantova è un brand di valore e la piazza ideale per parlare di futuro».
Grande attenzione anche alla dimensione educativa e sociale del club: «Ci piace investire sui giovani e sulla loro crescita. Il nostro ruolo è anche educare al mondo finanziario. Mettiamo la nostra competenza a disposizione dei ragazzi e delle loro famiglie, tramite incontri e consulenze».
E conclude: «Il Mantova conta circa 300 ragazzi tesserati, e nei loro confronti esercita un ruolo educativo fondamentale. Noi vogliamo far parte di questo percorso, anche attraverso progetti sociali su valori che da sempre difendiamo».
