Gazzetta dello Sport: “Giampaolo avverte la Serie B: «La vedo tosta, tante squadre competitive e mercato aggressivo»”

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Marco Giampaolo riparte dalla Serie B e dalla Cremonese. Per il tecnico si tratta della terza esperienza nel campionato cadetto, dopo quelle con Ascoli e Brescia, ma questa volta lo fa con un bagaglio di 354 panchine in Serie A, più di qualsiasi altro allenatore presente nell’attuale torneo.

Intervistato da Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport, Giampaolo ha ripercorso la propria carriera e analizzato il campionato che lo attende, soffermandosi sulla competitività di una Serie B nella quale diverse società hanno mostrato ambizioni importanti anche sul mercato.


Giampaolo: “La Serie B? La vedo tosta”

Alla domanda sul livello del prossimo torneo, Giampaolo non individua una singola favorita. Il tecnico della Cremonese preferisce sottolineare la qualità generale del campionato: «Una bella fucina di allenatori, che sperimentano e presentano cose interessanti».

Giampaolo ha già osservato diverse squadre e, come racconta Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport, è rimasto colpito anche dalle neopromosse: «Ho visto diverse partite, anche le neopromosse fanno un calcio d’avanguardia. Non ho termini di paragone, ma la vedo tosta».

Un campionato che si preannuncia dunque particolarmente equilibrato. Interrogato sulle rivali più pericolose nella corsa ai vertici, Giampaolo evita di stilare gerarchie: «Devo ancora verificare la nostra forza, non so quella degli altri. A occhio vedo tante squadre competitive, anche a giudicare dal mercato aggressivo».

Cremonese, ripartenza dopo la retrocessione

La Cremonese ha deciso di confermare la propria fiducia nel tecnico nonostante la retrocessione. Una scelta apprezzata da Giampaolo, che ha trovato subito sintonia anche con il nuovo direttore sportivo Botturi.

Nell’intervista concessa a Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport, l’allenatore descrive la sua nuova squadra attraverso una metafora legata a un’altra sua grande passione, il vino: «Una squadra ferita dalla retrocessione arricchita dai giovani. È un’alchimia per creare una squadra strutturata come un grande Barolo ed elegante come un Pinot nero francese».

Neppure le situazioni di mercato ancora aperte sembrano preoccupare Giampaolo. Il tecnico ha spiegato di aver parlato personalmente con i calciatori per comprenderne le motivazioni e di non aver riscontrato problemi all’interno dello spogliatoio: «Abbiamo nemici da affrontare fuori, non in casa».

Dal Milan alla ricerca della “perfezione”

L’intervista della Gazzetta dello Sport firmata da Nicola Binda ripercorre anche alcune delle tappe più importanti della carriera dell’allenatore, dall’Empoli alla Sampdoria fino al Milan.

Giampaolo non considera però il raggiungimento di un grande club come il punto definitivo della propria carriera. La sua motivazione continua a essere legata soprattutto al lavoro quotidiano: «La mia soddisfazione è allenare, veder realizzata un’idea di calcio. Penso al percorso, non all’obiettivo finale. Quando non avrò più il brivido per allenare, smetto».

Tra le esperienze nelle quali è andato maggiormente vicino alla propria idea di calcio cita la Sampdoria e l’Empoli ereditato da Sarri. Ma quella perfezione, ammette, continua ancora a inseguirla.

Adesso la nuova sfida si chiama Cremonese. E Giampaolo sa che la strada sarà tutt’altro che semplice: la sua prima fotografia della nuova Serie B è quella di un torneo ricco di allenatori preparati, squadre competitive e società aggressive sul mercato.