Modesto: «Il mio Mantova può fare come il Frosinone»

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Una passeggiata in montagna alla ricerca di funghi per affrontare la prima lunga sosta stagionale, senza però riuscire a stare troppo lontano dal campo. Francesco Modesto si gode l’ottimo avvio del suo Mantova e racconta un progetto costruito sui giovani, sul coraggio e su un’identità precisa. Sullo sfondo resta l’influenza di Gian Piero Gasperini, suo grande punto di riferimento.

Intervistato da Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport, Modesto racconta come ha trascorso questi primi giorni senza campionato:


«Ho trovato pochi funghi purtroppo, mi rende più felice la squadra. Passeggiare nella natura mi rigenera, anche se non mi piace staccare tanto: ho bisogno del campo».

La Serie B come una ricerca di funghi

Alla domanda sulla strategia migliore per una buona raccolta, il tecnico scherza:

«Col mio amico Corrado siamo andati in posti un po’ pericolosi, quasi come affrontare la Serie B! La strategia è cercare le parti più umide, con poco vento. Ma ce n’erano pochi…».

Molto più produttivo, almeno finora, il lavoro con il Mantova:

«L’idea è di destare interesse, essere vivi, sempre in partita. Il presidente Piccoli e il ds Brutti hanno voluto tanti giovani, quasi tutti di proprietà, per creare un progetto interessante. Bisogna avere coraggio, dimostrando voglia di fare e lavorando per crescere».

«Il gruppo si è amalgamato ed è cresciuto»

Ripartire dopo l’ottima salvezza non era scontato. Modesto spiega a Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport le difficoltà incontrate soprattutto durante il mercato:

«Non è stato facile, perché il mercato distrae e avevamo diversi giocatori richiesti. Siamo stati bravi a gestire il tutto, il gruppo si è amalgamato, lavora ed è cresciuto. E ogni settimana si alza l’attenzione».

Nonostante i cambiamenti, alcuni nuovi arrivati hanno sorpreso positivamente l’allenatore:

«Sono arrivati giocatori che conoscevo, ma alcuni mi hanno dimostrato qualità inaspettate, come Ilie. La squadra è ben assortita, con tanti ragazzi all’esordio o quasi: devono capire in fretta che aria tira qui».

Gasperini, il riferimento di Modesto

Il Mantova cerca un’identità aggressiva, con duelli uomo contro uomo e intensità. Inevitabile il riferimento a Gasperini:

«Il calcio va in questa direzione e giocare uomo contro uomo è normale. In Italia il primo è stato Gasperini e l’ha insegnato a tutti: ricordate il dentista di Guardiola? Quando ero suo giocatore aveva quei principi, poi si è evoluto, ho lavorato accanto a lui e resta un riferimento. Poi ogni squadra è diversa e noi cerchiamo la nostra identità, cercando di riconoscere i momenti della gara».

Per Modesto è cambiato anche il calcio nel suo complesso:

«È molto più intenso, ci vorrebbero 7 cambi, non 5. Perché Gasp cambia sempre i difensori? Forse perché quando l’avversario mette attaccanti freschi, il difensore può essere stanco. E poi la nuova linea arbitrale: c’è più velocità, il tempo effettivo si è alzato e il pubblico si diverte di più. Sui falli si lascia correre, noi non abbiamo mai avuto interventi al Var: meglio, ma se un rigore c’è, va dato, ovvio».

«Possiamo dare fastidio a tutti»

L’avvio del Mantova ha inevitabilmente acceso l’attenzione sulla squadra. Il paragone è con il Frosinone, ma Modesto mantiene prudenza:

«Abbiamo una squadra che può fare un percorso simile, possiamo dare fastidio a tutti, ma dire che possiamo ripetere il Frosinone è presto».

E quando Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport gioca sul suo cognome, la risposta è immediata:

«Non scherziamo, resto umile. Mi devo creare motivazioni per trasmetterle alla squadra».

I numeri raccontano comunque una crescita evidente: nelle sue prime 27 partite con il Mantova sono arrivate 12 vittorie, 7 pareggi e 8 sconfitte. Dopo quattro ko nelle prime otto gare, il rendimento è migliorato.

«I risultati sono conseguenza del lavoro e più abbiamo lavorato e più risultati sono arrivati. Cerchiamo di spingere i ragazzi oltre il limite: con questa mentalità si va lontano».

«Dopo un’estate così calda è meglio fermarsi»

Modesto vede positivamente anche questa lunga pausa:

«Ho sentito pareri diversi dai miei colleghi. Dopo un’estate così calda le squadre sono stanche e quindi è meglio fermarsi».

A Mantova, intanto, ha trovato quel progetto a lungo termine che molti allenatori cercano, con un contratto prolungato fino al 2029:

«Il presidente è stato coinvolgente, con le idee chiare, e mi ha messo a disposizione quello che cercavo. Non solo giocatori: siamo riusciti a migliorare la struttura del club, curando tanti dettagli».

«Due anni con Gasperini come andare all’università»

Il legame professionale con Gasperini torna inevitabilmente nella parte finale dell’intervista concessa a Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport:

«Stare due anni con lui è stato come andare all’università».

Modesto accetta anche l’etichetta di “figlio di Gasp”, con una battuta:

«Anche Kobe Bryant si ispirava a Michael Jordan. La differenza è che Kobe era un fenomeno, io no…».

Tra lui, Juric e Palladino, chi è più vicino al maestro?

«Juric. Poi Palladino».

Infine, sulla possibilità di vedere Gasperini conquistare lo Scudetto con la Roma, Modesto non ha dubbi:

«Gasp ha la testa per vincerlo. Tifo per lui».