Pisa, Bianco si presenta: «Puntiamo al massimo». Su Moreo: «È fondamentale», su Tramoni: «Dormirà con me come Aristoteles con Oronzo Canà»
È ufficialmente iniziata la nuova era del Pisa. Nella sala stampa dell’Arena Garibaldi sono stati presentati il nuovo allenatore Paolo Bianco e il direttore sportivo Leonardo Gabbanini, affiancati dal direttore generale Giovanni Corrado. La società ha ribadito la volontà di rilanciare immediatamente il progetto nerazzurro dopo la retrocessione dalla Serie A, puntando su programmazione, identità e ambizione.
Ad aprire la conferenza è stato il direttore generale Giovanni Corrado:
«Siamo molto soddisfatti dell’arrivo di Paolo Bianco, non soltanto per i risultati che ha ottenuto lo scorso anno, quanto per aver lasciato una categoria che sappiamo quanto valga, per sposare con noi un progetto pluriennale per ritrovare la strada insieme. Ci siamo lasciati alla fine dell’anno scorso con un monito. Conosciamo bene la categoria, ci abbiamo passato momenti belli e anche meno belli, ma li ricordiamo in maniera forte segnando la storia di questo club. Questa categoria però è particolare, regna sempre l’equilibrio fino alla fine. I valori sono molto simili tra le varie squadre. Troppo spesso si è dato per scontato quello che il Pisa ha fatto in questi anni e non dobbiamo farlo a maggior ragione quest’anno. La Serie A è stata una palestra e abbiamo imparato tanto. C’è tanta serietà e voglia di lavorare da parte di tutti i nostri esponenti. Non sarà una passeggiata e conosciamo le insidie di questo campionato. Vogliamo tornare quanto prima a un livello superiore».
Successivamente è intervenuto il nuovo direttore sportivo Leonardo Gabbanini:
«Sono una persona diretta sul lavoro, non di tante parole. Per quanto mi riguarda ho accettato Pisa con entusiasmo perché penso che ci sia un potenziale importante. Penso che ci sia una società che ha volontà di crescere. In Italia questo non è scontato. Con tutto il rispetto alla mia precedente esperienza, posso assolutamente dirvi che non è così facile vedere una progettualità e una organizzazione che mira alla crescita. Di questo bisogna fare i complimenti al Pisa per quello che ho trovato. Il mio lavoro è quello di sostenere il Pisa per fare una squadra che possa lottare tutte le domeniche, qualcosa di duraturo e cercando sempre di considerare le variabili. Cercare di creare un mosaico e un giusto equilibrio tra la parte tecnica, finanziaria, ma anche mettendo a disposizione del club il lavoro migliore possibile. Vi garantirò serietà».
È stato poi il momento delle prime parole di Paolo Bianco:
«Ci tengo a ringraziare la proprietà, Knaster e la dirigenza per questa opportunità. Come ha detto Leonardo non è facile trovare una società che investa così in un progetto».
Che giocatori ha trovato?
«Innanzitutto come tutti quelli che fanno sport a livello professionistico, voglio allenare in Serie A. A Monza non c’erano più le condizioni e quando mi ha chiamato il Pisa non ci ho pensato due volte. Questo club vuole fare delle cose incredibili e importanti come il centro sportivo. L’unica similitudine è quella dei 18 punti con la stagione del Monza, per il resto sono due città diverse e due piazze diverse. Con uomini diversi. Dobbiamo essere bravi a portarlo».
Come si mentalizzano i giocatori che hanno avuto questo trauma?
«Non c’è un modo preciso. In questa fase li osservo, ci parlo e cerco di capire. L’aspetto mentale da questo punto di vista è più importante di quello fisico».
Tocca nuovamente a Leonardo Gabbanini parlare del progetto tecnico:
«Ci sono diversi momenti e diversi modelli. La cosa che sicuramente può essere precursore di un modello è la stabilità. Una volta che l’avremo ritrovata potremmo ritrovare un modello. Questa di quest’anno è una ripartenza che dev’essere per me inclusiva, tutti devono essere coinvolti. Comunque vada è un passo importante e dovremo improntare la stagione sulle ambizioni».
Obiettivi? La risposta è affidata ancora a Giovanni Corrado:
«Non dobbiamo dimenticarci che alla fine l’esperienza che abbiamo avuto in Serie A ci ha insegnato tanto, ma avevamo sottostimato le difficoltà e sopravvalutato il nostro lavoro. Dobbiamo sapere che per arrivare in Serie A dovremo arrivare a un livello di preparazione tale superiore a quello dell’anno scorso. Se io volessi vendervi un sogno direi che l’obiettivo è la Serie A, ma non dobbiamo dimenticare che la società va avanti con un progetto importante per la riqualificazione dello stadio e vuole costruire una realtà che sia un unicum. Dobbiamo tornarci però e abbiamo imparato che non basta arrivarci bene, ma benissimo. Il tema non sarà più quando ma come arrivarci».
Ci sono tante richieste per i calciatori del Pisa.
«Dobbiamo fondere il gruppo vecchio col gruppo nuovo per far sì che ci sia un gruppo che riparta in maniera diversa. Le richieste ci sono per i nostri calciatori, ma da parte nostra ci sono dei calciatori che vorremmo trattenere con la massima forza e desiderio. Dovranno far fatica loro a chiedere di andare via. C’è un’idea, c’è una progettualità, più che occasioni di mercato dobbiamo pensare a come arrivarci e come starci».
Bianco è poi tornato a parlare della mentalità da costruire:
«Non mi voglio porre limiti nella vita e nel calcio. Vengo da un paesino in provincia di Foggia. Accetto anche le cose negative, ma l’importante è sempre provarci. Dovremo accettare però tutto quello che ci succede sia nel negativo che nel positivo. È il percorso che dovremo fare. Credo che nessuna squadra possa ottenere risultati importanti senza l’aiuto di tutti. Abbiamo bisogno dei tifosi, dei giornalisti, tutti insieme dobbiamo percorrere questa strada per arrivare il più lontano possibile».
Nuovo intervento di Giovanni Corrado:
«Abbiamo bisogno di rasserenare l’ambiente, cercheremo di trattenere i giocatori che dimostreranno di avere la stessa voglia nostra di ricostruire, ma allo stesso tempo dobbiamo valutare tante situazioni. La strategia che abbiamo in mente è abbastanza chiara. Cercheremo di fare anche una tournée all’estero. Se oggi è tornato il sereno? Oggi serve grande serietà, il ricordo di ciò che è accaduto deve rimanere nella nostra testa perché non si ripeta».
Bianco ha poi parlato di alcuni singoli:
«Vural mi ha colpito subito dai primi allenamenti. Dava del tu al pallone quando lo allenavo. È ancora molto giovane, può essere determinante per questa squadra e anche in futuro. Quelli forti possono giocare ovunque in mezzo al campo, ha grande qualità. Come Vural anche Lusuardi non vedo l’ora di allenarlo e di vedere se potrà migliorare ancora. Ha giocato con me braccetto ma anche centrale».
Sul mercato è intervenuto ancora Gabbanini:
«Secondo me vanno bilanciate queste componenti, da ruolo, provenienza e caratteristiche. Chi verrà a Pisa ha scelto di venire a Pisa in maniera convinta. Noi però abbiamo le idee chiare».
Il nuovo allenatore ha poi esaltato la vecchia guardia:
«Avere giocatori come Canestrelli, Angori, Caracciolo, Calabresi e Moreo è fondamentale».
E ha scherzato su Tramoni:
«Dormirà con me come Aristoteles con Oronzo Canà».
Infine, Bianco ha spiegato quale sarà la filosofia del nuovo Pisa:
«Credo sia difficile avere lo stesso modulo in ogni squadra che viene allenata. Gli allenatori devono allenare i giocatori che vengono messi a disposizione e si devono saper adattare. Io ho però principi decisi e voglio improntare una chiara identità. Siamo nella fase in cui cerchiamo di valutare le caratteristiche dei giocatori. Marras ha fatto un grande campionato e ha le caratteristiche per inserirsi al meglio con noi. Puntiamo al massimo».
