Palermo, Vasic cresce da veterano: «Le delusioni possono renderci più forti»

Aljosa Vasic studia da veterano del Palermo. Classe 2002, alla terza stagione in rosanero, il centrocampista serbo è diventato progressivamente una pedina sempre più importante nello scacchiere di Filippo Inzaghi. In un’intervista rilasciata a Valerio Tripi per la Repubblica Palermo, Vasic ha ripercorso il momento della squadra e il proprio percorso di crescita all’interno del gruppo.

Le rimonte subite nel finale ad Avellino e Mantova hanno inevitabilmente lasciato il segno, ma senza intaccare la solidità mentale del Palermo. «Brucia, inutile nasconderlo, perché quando lavori bene per gran parte della gara e hai la sensazione di avere il controllo, subire gol così nel finale lascia inevitabilmente l’amaro in bocca», ha ammesso Vasic a la Repubblica Palermo, aggiungendo però: «Come ha detto Inzaghi dopo la partita è escluso che possa esserci un contraccolpo psicologico. Anzi credo che questo tipo di delusione, se gestita nel modo corretto, possa diventare una spinta ulteriore».

Guardando al girone d’andata, il centrocampista rosanero traccia un bilancio complessivamente positivo. «Direi intenso, a tratti anche duro. Abbiamo attraversato momenti diversi: fasi in cui tutto sembrava girare per il verso giusto, penso alle gare contro Pescara e Carrarese, e altre in cui bastava un episodio per complicare le partite», ha spiegato Vasic nell’intervista firmata da Valerio Tripi su la Repubblica Palermo. Un aspetto, però, non è mai venuto meno: «La cosa più importante è che non abbiamo mai perso equilibrio all’interno dello spogliatoio».

I numeri rafforzano questa sensazione. «Siamo reduci da sette risultati utili consecutivi e al giro di boa abbiamo dieci punti in più rispetto alla scorsa stagione: sono tutti segnali positivi per il prosieguo del campionato», ha sottolineato ancora Vasic a la Repubblica Palermo, evidenziando la crescita collettiva della squadra.

Lo sguardo ora è rivolto alla ripartenza contro lo Spezia, avversario di esperienza e ambizione. «Dal girone d’andata abbiamo imparato soprattutto che non basta giocare bene per vincere: bisogna essere continui, lucidi e concentrati fino all’ultimo secondo, sia per fare gol sia per non subirli», ha spiegato il serbo. E sul prossimo impegno ha aggiunto, come riportato da Valerio Tripi su la Repubblica Palermo: «Lo Spezia è una squadra esperta, che la scorsa stagione è arrivata a un passo dalla Serie A. La crescita passa proprio da questo tipo di sfide, da affrontare con rispetto ma anche con la consapevolezza della nostra forza e della spinta fondamentale dei nostri tifosi».