Palermo, Miccoli presenta il libro: «Forse un rimpianto, ma rifarei tutte le mie scelte»
Al termine della presentazione del libro “Fabrizio Miccoli – Gloria e peccato di un campione”, l’ex capitano rosanero si è fermato a rispondere alle domande dei giornalisti presenti al Museo del Presente, raccontandosi tra carriera, momenti difficili e scelte personali.
«Forse, diciamo che l’unico rimpianto che ho è… però non lo so come… Io ho letto il libro, per non aver detto sì a Moggi per la procura. Però forse no, magari è stata quella maledetta… poi per come è finita, insomma… però tutte le mie scelte le ho fatte nel calcio, infatti le rifarei al 100%».
Miccoli ha poi risposto anche su un passaggio delicato della sua vita, raccontato nel libro:
«No, i nomi sono di fantasia… sì, era veramente calabrese. In quel contesto diciamo che io mi sento andato bene, è una persona che mi ha tutelato, mi ha cercato di farmi stare bene, tranquillo e mi ha aiutato molto anche a livello ambientale. È stata una forza per me, perché quando avevo dei momenti giù lui mi aiutava a non pensare e mi faceva andare avanti».
Sulla nascita del libro, l’ex numero 10 rosanero ha spiegato:
«Io avevo molte richieste da questo punto di vista, però non ho mai approfondito con nessuno. Il messaggio loro mi ha colpito, un po’ perché lei la conoscevo per altre situazioni personali, e un po’ perché Lorenzo è di Palermo. Abbiamo parlato subito del Palermo… e mi hanno colpito, per questo ho deciso di raccontare la mia storia con loro».
Poi una riflessione su come alcuni episodi abbiano inciso sulla sua carriera:
«A Palermo no, non sarebbe comunque continuata, perché ero in scadenza di contratto. Però altrove probabilmente sì. Il fatto di andare a Lecce nel 2016 è stato anche per tornare a casa, avevo cose più importanti da affrontare. Però sicuramente mi ha tolto tanto, anche nel dopo, perché mi sarebbe piaciuto fare altri ruoli nel calcio, ma questo non me lo ha permesso».
Infine, uno sguardo alla famiglia e alle emozioni legate al ritorno allo stadio:
«Io ho la fortuna che i miei figli sono uguali alla mamma, quindi direi loro di continuare a fare quello che fanno. Il ritorno allo stadio è stato emozionante fin dal mattino, poi stare a stretto contatto con i tifosi… ritrovare tutti, i miei amici…».
