Magnani torna a Palermo. Il suo saluto ai tifosi della Reggiana: «Tiferò per voi, sempre»
Un saluto lungo, profondo, carico di emozione. Giangiacomo Magnani ha scelto Instagram per congedarsi da Reggio Emilia e dalla Reggiana, affidando ai tifosi un messaggio che va oltre il calcio e racconta mesi complessi, vissuti tra silenzio, rispetto e umanità.
«Vi scrivo con grande emozione e immensa riconoscenza», esordisce Magnani, spiegando come questo addio non rappresenti un giorno triste, ma piuttosto l’inizio di una nuova alba dopo «una notte buia lunga mesi». Parole che fanno riferimento a una vicenda personale delicata, mai esibita, ma accennata con pudore e dignità, mettendo al centro una donna, dei bambini e una famiglia.
Il difensore ripercorre poi il suo arrivo a Reggio Emilia, accolto «in silenzio, senza chiedere spiegazioni», un abbraccio che gli ha trasmesso un forte senso di responsabilità. Magnani racconta di aver provato a ricambiare quell’affetto con l’unico strumento a disposizione, il campo, ricordando con orgoglio «gli occhi della Sud» e «i tre derby vinti», destinati a restare impressi nella sua memoria.
Nel messaggio non manca la consapevolezza del ritorno a Palermo, vissuto non come una fuga ma come una necessità: «Posso fare ritorno, nella speranza che l’incubo di questi mesi resti fermo, immobile». Uno sguardo al futuro senza rinnegare il passato, con la promessa di tifare sempre Reggiana e la speranza di poter tornare un giorno a lottare ancora per quei colori, «senza più ombre alle spalle».
Ampio spazio anche ai ringraziamenti alla società granata, dal patron Amadei al presidente Salerno, passando per dirigenti, staff tecnico, compagni di squadra e tutta l’organizzazione. Un ringraziamento esteso a ogni singolo tifoso, per «l’umanità e la sensibilità» dimostrate.
Ora per Magnani si riapre il capitolo Palermo. Ma Reggio Emilia, come lui stesso scrive, resterà una delle poche certezze a cui aggrapparsi quando si guarderà indietro.
Di seguito il messaggio integrale pubblicato da Giangiacomo Magnani:
«Cari Reggiani,
vi scrivo con grande emozione e immensa riconoscenza.
Vi scrivo nella consapevolezza che ogni saluto porti con sé un velo di malinconia.
Vi scrivo per dirvi che oggi, deposte le bandiere, non è un giorno triste. È il giorno in cui una ragazza, una figlia, una mamma, dopo una notte buia lunga mesi, può finalmente sedersi e osservare le prime luci dell’alba. Con la speranza che il sole torni ad alzarsi e a illuminarle completamente il viso. Per questo non vi chiedo di gioire per me, ma di gioire insieme a me, per lei, per i suoi bambini e per la sua famiglia.
Mesi fa mi avete accolto in silenzio, senza chiedere spiegazioni.
Mi avete stretto nel vostro abbraccio ancor prima di vedermi scendere in campo, lasciandomi senza parole e con addosso un grande senso del dovere.
Ho provato con tutto me stesso a onorarvi con l’unica arma a mia disposizione, forse con ingenuità, pensando che un risultato sportivo potesse davvero ricompensarvi adeguatamente.
Spero di aver saldato almeno una minima parte di questo debito d’amore.
Resterete incisi dentro di me: negli occhi la Sud, nelle orecchie le vostre voci, nella memoria i tre derby vinti.
Oggi posso fare ritorno, nella speranza che l’incubo di questi mesi resti fermo, immobile, incatenato tra queste date.
Consapevole che, se un giorno mi volterò indietro, troverò voi, tra le poche ragioni per cui sorridere.
Ci rivedremo tra le strade della nostra città, nella speranza di poter lottare ancora per voi, un giorno, senza più ombre alle spalle.
Tiferò per voi, sempre.
Un ringraziamento alla società, dal patron Amadei al presidente Salerno e ai vicepresidenti Fico e Cattani, ai direttori Fracchiolla e Scognamiglio, al mister Dionigi, insieme a tutto il suo staff, al capitano e a tutti i ragazzi della squadra, oltre che a tutta l’organizzazione granata.
Grazie per l’umanità e la sensibilità con cui mi avete accompagnato.
Grazie infinite a ognuno di voi, a ogni Reggiano.
Grazie infinite per quello che mi avete dato,
e soprattutto per come lo avete fatto.
Magna»
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