Gazzetta dello Sport: “Var o morra cinese? I presunti segnali di Rocchi tra ironia e sospetti”

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Tra gli aspetti più singolari emersi nell’inchiesta sul mondo arbitrale, spunta anche il tema dei presunti segnali gestuali dalla sala VAR. Come racconta la Gazzetta dello Sport, il caso assume contorni quasi paradossali, tra accuse e ricostruzioni che fanno discutere.

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, a Rocchi e Gervasoni vengono contestati interventi non consentiti durante le gare Udinese-Parma e Salernitana-Modena, con presunte indicazioni fornite dall’esterno per influenzare le decisioni di VAR e AVAR.


A rilanciare il tema è stato De Meo, che — come evidenzia la Gazzetta dello Sport — ha dichiarato all’AGI:
«Erano gesti decisi nei raduni riservati degli arbitri, che venivano stabiliti ogni settimana. Per esempio, uno era quello del pugno-carta-forbice».

Un sistema che, come sottolinea la Gazzetta dello Sport, sarebbe stato noto nell’ambiente:
«Si sapeva che c’erano gesti convenzionali, era un fatto noto. Io non ho assistito in diretta ma me lo hanno raccontato alcuni colleghi».

La Gazzetta dello Sport riprende anche le ricostruzioni circolate nelle ultime ore, secondo cui alcuni segnali avrebbero avuto significati precisi: mano alzata per indicare “non intervenire”, pugno chiuso per suggerire “intervieni”.

Un quadro che, come evidenzia la Gazzetta dello Sport, è stato ironicamente ribattezzato da qualcuno “Gioca Jouer”, richiamando il celebre tormentone musicale.

Tra “bussate”, segnali e gesti codificati, la sensazione — conclude la Gazzetta dello Sport — è quella di una situazione al limite del surreale: più che una sala VAR, una “sala giochi”, almeno nella percezione di chi osserva dall’esterno.

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