Gazzetta dello Sport: “Portanova, condanna confermata per violenza di gruppo. Il padre: «Ci vediamo in Cassazione»”

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Condanna confermata, come in primo grado. La Corte d’Appello di Firenze ha stabilito sei anni di reclusione per Manolo Portanova, centrocampista della Reggiana, ribadendo la decisione già presa dal Tribunale di Siena nel 2022. Una sentenza arrivata nel tardo pomeriggio e raccontata da Ilaria Masini sulla Gazzetta dello Sport, che mantiene invariato il quadro giudiziario per il calciatore.

Secondo quanto riportato da Ilaria Masini sulla Gazzetta dello Sport, Portanova potrà continuare a giocare e allenarsi in attesa delle motivazioni, che arriveranno entro 90 giorni. Solo allora la difesa formalizzerà il ricorso in Cassazione, già annunciato.


La vicenda, come ricostruito da Ilaria Masini sulla Gazzetta dello Sport, riguarda i fatti avvenuti nella notte tra il 30 e il 31 maggio 2021 a Siena, quando il calciatore, insieme ad altri tre indagati tra cui lo zio Alessio Langella e il fratello minore, è stato accusato di violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa. Anche per lo zio è stata confermata la stessa pena.

L’udienza si è svolta a porte chiuse e, come sottolinea Ilaria Masini sulla Gazzetta dello Sport, Portanova ha parlato spontaneamente davanti ai giudici, ribadendo la propria innocenza. Una linea difensiva sostenuta anche dai legali, che hanno chiesto l’assoluzione.

All’uscita dal tribunale, il centrocampista ha espresso tutta la sua amarezza: «Non è stata fatta giustizia. È assurdo quello che mi è successo e sono cinque anni che sto vivendo una situazione incredibile, ho sempre ribadito la mia innocenza e ho portato le prove. Sono un ragazzo buono e, prima di essere un calciatore, sono un uomo. Non mi abbatto certo per un’altra condanna e vado avanti».

Parole forti, che proseguono: «Un’accusa del genere, che ritengo priva di prove, fa male. Credo nella giustizia, anche se ritengo che non sia stata applicata in queste due sentenze. Spesso in questo Paese la verità viene a galla soltanto con il tempo».

Sul fronte opposto, soddisfazione per la sentenza è stata espressa dal legale della ragazza, Jacopo Meini: «Ho appena chiamato la mia cliente ed era molto felice. È ancora tesa, ma profondamente sollevata per la notizia».

L’avvocato difensore Gabriele Bordoni ha ribadito la linea: «Ricorreremo in Cassazione, impugneremo la decisione e andremo avanti con la stessa convinzione che ciò che abbiamo sostenuto fin dall’inizio sia conforme alla realtà».

Forte anche lo sfogo del padre Daniele Portanova, ex calciatore: «In Italia per arrivare alla verità serve un cadavere da piangere o un bersaglio da colpire e mio figlio è diventato quel bersaglio. Ci vediamo in Cassazione. A testa alta».

Intanto, sul piano sportivo, il centrocampista resta a disposizione della Reggiana e potrebbe essere regolarmente in campo nella prossima sfida contro il Padova, in attesa dell’ultimo grado di giudizio.

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