Gazzetta dello Sport: “Euro 2032, la corsa degli stadi: Palermo spinge con il City Football Group. Milano e Napoli rischiano”

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La corsa italiana verso Euro 2032 passa inevitabilmente dagli stadi. Una partita che coinvolge alcune delle città simbolo del calcio nazionale e che, paradossalmente, potrebbe lasciare fuori centri come Milano e Napoli. A fare il punto è Arianna Ravelli sulla Gazzetta dello Sport, soffermandosi sui progetti presentati e sulle scadenze che attendono le città candidate.

Il paradosso è evidente: Milano e Napoli rappresentano due delle principali capitali calcistiche italiane degli ultimi anni, ma allo stato attuale non possono ancora avere la certezza di ospitare una partita della competizione continentale. Il problema non riguarda necessariamente la disponibilità economica o la volontà di intervenire, bensì i tempi necessari per trasformare i progetti in cantieri e successivamente in nuovi impianti.


Come ricorda Arianna Ravelli sulla Gazzetta dello Sport, sono 13 le città che hanno presentato complessivamente 16 dossier. Gli impianti candidati dovranno rispettare i requisiti richiesti per Euro 2032: i progetti dovranno essere approvati e finanziati, con la possibilità di avviare concretamente i lavori entro marzo 2027.

La FIGC sta esaminando la documentazione e il prossimo passaggio significativo è fissato per il 1° ottobre, quando dovrà comunicare all’UEFA una graduatoria. Sarà una prima indicazione importante in vista della selezione definitiva dei cinque impianti italiani destinati a ospitare le partite dell’Europeo.

Secondo l’analisi proposta da Arianna Ravelli sulla Gazzetta dello Sport, non sarebbe corretto considerare già compromessa la situazione italiana, considerando che gli stadi dovranno essere ultimati nel 2031. Allo stesso tempo, però, i numerosi ritardi accumulati rendono comprensibile una certa preoccupazione.

Lo Juventus Stadium parte da una posizione favorevole, essendo necessari soltanto interventi limitati per adeguarlo alle richieste. Situazione relativamente positiva anche per l’Olimpico di Roma, mentre parallelamente procede il progetto per il nuovo impianto della Roma.

Firenze punta invece a completare i lavori entro il 2029. Nonostante alcuni ritardi, il calendario consentirebbe quindi un margine di circa due anni rispetto alla scadenza finale.

Palermo spinge con il City Football Group

Tra le candidature che provano ad avanzare con decisione c’è anche Palermo. Come sottolinea Arianna Ravelli sulla Gazzetta dello Sport, il capoluogo siciliano sta spingendo sul progetto sostenuto dal City Football Group, inserendosi così nella corsa per conquistare uno dei cinque posti disponibili per l’Italia.

La concorrenza interna è però significativa. Oltre a Torino, Roma, Firenze e Palermo, sono in corsa anche Bari, Bologna, Cagliari, Genova, Lecce, Salerno e Verona.

La presenza di numerose candidature apre inevitabilmente un interrogativo: è indispensabile che Euro 2032 passi dalle città calcisticamente più importanti oppure sarà corretto premiare i territori che riusciranno a presentare i progetti migliori e soprattutto a rispettare le scadenze?

Milano, il lungo percorso verso il nuovo San Siro

Il caso più emblematico resta quello di Milano. Arianna Ravelli sulla Gazzetta dello Sport ricorda come il primo progetto di Milan e Inter per il nuovo San Siro risalga addirittura al 2019.

Da allora lo scenario è cambiato più volte: nuove proprietà, discussioni sulla demolizione del Meazza e sul possibile vincolo, ipotesi di ristrutturazione, il progetto del Milan a San Donato e successivamente il ritorno alla soluzione di uno stadio condiviso.

Milan e Inter hanno poi acquistato l’area di San Siro e il prossimo autunno potrebbe rappresentare uno snodo decisivo. A ottobre dovrebbe essere presentata la facciata del nuovo impianto, mentre a novembre potrebbero partire i lavori preparatori del cantiere.

Il percorso rimane comunque esposto a possibili ostacoli, compresi i ricorsi al Tar legati all’opposizione di una parte della popolazione.

Napoli tra Maradona e nuovo stadio

Differente la situazione di Napoli. Il Comune ha scelto di candidare lo stadio Diego Armando Maradona attraverso un progetto di riqualificazione dell’impianto esistente.

Parallelamente, Aurelio De Laurentiis continua a lavorare alla possibilità di realizzare un nuovo stadio nell’area di San Giovanni a Teduccio. Due strade differenti che, una volta individuata definitivamente la soluzione da percorrere, dovranno fare i conti soprattutto con il tempo a disposizione.

Come evidenzia ancora Arianna Ravelli sulla Gazzetta dello Sport, la questione va comunque oltre Euro 2032. Le proprietà dei club sono consapevoli che impianti moderni, possibilmente di proprietà, rappresentano uno degli strumenti principali per incrementare i ricavi, valorizzare i marchi e ridurre il divario economico con le grandi società europee.

L’Europeo può quindi trasformarsi nel volano necessario per accelerare un processo rimasto troppo spesso bloccato. E la corsa contro il tempo assume ulteriore importanza considerando il confronto con la Turchia, con cui l’Italia condividerà l’organizzazione di Euro 2032. I turchi sono più avanti sul fronte degli impianti e puntano anche a conquistare l’organizzazione della finale.

Per Milano e Napoli, ma anche per Palermo e tutte le altre città candidate, la partita è dunque già cominciata: questa volta, però, si gioca soprattutto fuori dal campo.