Gazzetta dello Sport: “Abodi accelera: «Entro l’estate una legge per cambiare il calcio»”
Il calcio italiano può cambiare volto già nei prossimi mesi. Nell’audizione davanti alla Commissione Cultura del Senato, il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha tracciato la linea: serve una riforma strutturale e i tempi potrebbero essere rapidi. Lo racconta Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport.
«Siamo in grado prima dell’estate di avere un testo per arrivare a un disegno di legge o a un decreto che cambi il calcio?», si è chiesto Abodi, come riportato da Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport. L’ipotesi del commissariamento, avanzata in passato, sembra ora accantonata: «Ho fortissime riserve, non vorrei forzature».
L’obiettivo è intervenire soprattutto sulla redistribuzione delle risorse. «Sto lavorando su una modifica della Legge Melandri – spiega Abodi nell’audizione riportata da Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport – per destinare una parte dei diritti tv anche al calcio femminile e giovanile». Una bozza è già pronta e comprende anche interventi sulle infrastrutture.
Tra i temi centrali, quello dei giovani italiani: «Se non si riconosce la specificità della Nazionale, non si può tutelare il movimento. I giovani devono giocare per rendere competitiva l’Italia». Un messaggio chiaro, in linea con le criticità evidenziate negli ultimi anni.
Spazio anche al tema scommesse: «Una parte deve essere riconosciuta agli organizzatori degli eventi. Non possono essere esclusi dalla catena del valore». Abodi insiste sulla necessità di maggiore tracciabilità e sul recupero del mercato illegale.
Sui vincoli contrattuali, il ministro rivendica la scelta: «Ho riportato il vincolo sportivo a due anni, forse sarebbe stato meglio tre». Una misura che punta a dare maggiore stabilità ai club.
Capitolo stadi: le risorse pubbliche restano limitate e legate soprattutto a Euro 2032. «I 3,5 miliardi previsti saranno principalmente investimenti privati», spiega Abodi, citato da Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport. Previsti 5-6 cantieri tra fine anno e il 2027.
Infine, la posizione sulla riforma arbitrale: «Serve autonomia e indipendenza. Una struttura controllata al 100% dalla Figc non può garantirle». Una presa di posizione netta rispetto alla linea proposta da Gravina.
Il messaggio è chiaro: il cambiamento è necessario e potrebbe arrivare presto. Ora serve solo trovare un’intesa politica e sportiva per riscrivere le regole del calcio italiano.
