La Gazzetta del Mezzogiorno: “Bari, perquisizioni nella sede del club: indagine su bilanci e operazioni di mercato con il Napoli”

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La Procura di Bari ha aperto un’inchiesta che coinvolge la SSC Bari e alcuni protagonisti della gestione societaria degli ultimi anni. Come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, l’indagine ipotizza che i conti del club biancorosso possano essere stati alterati attraverso plusvalenze ritenute artificiali legate ad alcune operazioni di mercato con il Napoli. Nella mattinata odierna la Guardia di Finanza, su disposizione del procuratore Roberto Rossi, ha eseguito perquisizioni nella sede del Bari, in quella della SSC Napoli e della controllante Filmauro a Roma.

L’attività investigativa ha interessato anche gli ex direttori sportivi Ciro Polito, Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso, oltre al procuratore Graziano Battistini. Tra gli indagati figurano anche Aurelio De Laurentiis e Luigi De Laurentiis, ai quali vengono contestate, a vario titolo, le ipotesi di falso in bilancio e bancarotta fraudolenta patrimoniale impropria.


Secondo quanto riferisce La Gazzetta del Mezzogiorno, il procedimento trae origine dalla richiesta di liquidazione giudiziale della società barese avanzata dalla Procura e da una consulenza tecnica depositata alla fine di maggio, successivamente alla retrocessione del Bari in Serie C. L’inchiesta riguarda, in particolare, presunte false comunicazioni sociali relative al bilancio d’esercizio 2024 e possibili condotte riconducibili alla bancarotta fraudolenta nell’ambito della procedura di liquidazione giudiziale.

Come evidenzia ancora La Gazzetta del Mezzogiorno, gli approfondimenti sui bilanci, sulle note integrative e sulle relazioni di gestione della società, supportati da consulenze tecniche, avrebbero evidenziato una situazione economico-finanziaria particolarmente delicata. Secondo la Procura, il Bari avrebbe registrato perdite sistemiche per circa 30 milioni di euro nel periodo compreso tra il 2019 e il 2025, accompagnate da un rilevante deficit patrimoniale, da una consistente esposizione debitoria e dall’assenza di un concreto piano di riequilibrio.

L’obiettivo delle perquisizioni è acquisire tutta la documentazione ritenuta utile a verificare le ipotesi investigative. Secondo gli inquirenti, nel bilancio della società sarebbero stati riportati fatti materiali non rispondenti al vero oppure sarebbero state omesse informazioni considerate rilevanti per rappresentare correttamente la situazione economica, patrimoniale e finanziaria del club.

Al centro dell’inchiesta c’è in particolare la cessione del portiere Elia Caprile. Come ricostruisce La Gazzetta del Mezzogiorno, il Bari aveva riconosciuto al Leeds una percentuale sull’eventuale incremento di valore del calciatore in caso di futura rivendita. Nel luglio 2023, quando secondo la Procura la situazione economica del club era già fortemente compromessa, Caprile venne ceduto al Napoli per 2,2 milioni di euro, trasferendo integralmente alla società partenopea il diritto a beneficiare della successiva rivalutazione del cartellino.

Dopo appena quattro presenze complessive con la maglia azzurra in due stagioni, il portiere è stato prima ceduto in prestito all’Empoli e successivamente trasferito al Cagliari per circa 8 milioni di euro, operazione che avrebbe consentito al Napoli di realizzare una plusvalenza di circa 7 milioni.

Secondo l’ipotesi investigativa riportata da La Gazzetta del Mezzogiorno, tale plusvalenza avrebbe potuto maturare in favore del Bari, che invece non avrebbe ottenuto una remunerazione ritenuta proporzionata al reale valore dell’asset, aggravando ulteriormente una situazione patrimoniale già considerata critica dagli inquirenti.

Al momento l’inchiesta è nella fase delle indagini preliminari e le contestazioni formulate dalla Procura dovranno essere verificate nel prosieguo dell’attività investigativa, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza degli indagati.