Galliani: «Mio primo colpo di mercato? Uno scambio con il Palermo»

Galliani chiama il suo pupillo

Adriano Galiani al telefono (AnsaFoto) - Calcioinpillole.com

Adriano Galliani torna a raccontare alcuni dei momenti più significativi della sua lunga carriera dirigenziale tra Milan e Monza. Intervenuto nel podcast “Colpi da maestro”, l’ex amministratore delegato rossonero ha ripercorso le scelte tecniche che hanno segnato la storia del club, soffermandosi sugli allenatori e sulle strategie di mercato che hanno caratterizzato il suo percorso nel calcio.

Galliani ha innanzitutto ricordato la mentalità vincente che guidava il Milan negli anni d’oro: «Quel Milan pensava in grande perché il suo presidente, Silvio Berlusconi, pensava in grande». Un approccio che si rifletteva nelle decisioni tecniche, spesso considerate rischiose ma poi rivelatesi vincenti.


Tra gli esempi più significativi c’è la scelta di Arrigo Sacchi. «Quando abbiamo scelto Sacchi la gente diceva che eravamo matti», ha spiegato Galliani. «Arrigo faceva giocare bene le sue squadre, ma nell’anno prima di arrivare al Milan non era riuscito a conquistare la promozione in Serie A con il Parma».

Un’altra decisione discussa fu quella di Fabio Capello. «Si diceva che fosse il cocco di Berlusconi perché non allenava da anni e faceva altro», ha ricordato Galliani, sottolineando come anche quella scelta si rivelò poi vincente.

Il terzo grande nome citato dall’ex dirigente è Carlo Ancelotti: «Lo chiamavano il “perdente di successo” perché nei due anni precedenti al Milan, alla Juventus, era arrivato secondo due volte». Nonostante le critiche iniziali, anche l’arrivo di Ancelotti contribuì a scrivere pagine importanti della storia rossonera.

Galliani ha poi sottolineato come spesso i “colpi da maestro” non riguardino solo i calciatori, ma anche gli allenatori: «Dopo il Milan sono tornato a Monza e credo che un colpo da maestro sia stato prendere Palladino dalla Primavera e portarlo in prima squadra. Gli allenatori incidono molto sui risultati».

Durante il podcast l’ex dirigente ha parlato anche della famosa espressione “giorni del Condor”, diventata negli anni sinonimo delle sue operazioni di mercato negli ultimi giorni della sessione.

«Nasce da un film che si chiamava “I tre giorni del Condor”», ha raccontato Galliani. «Ho pensato che i tre giorni del Condor fossero i giorni finali del mercato».

Un concetto maturato grazie all’esperienza accumulata in oltre quarant’anni di carriera: «Sono arrivato a fare cento mercati. Ho iniziato nel 1975 al Monza e ho chiuso con il mercato del Monza del 2025».

Galliani ha ricordato anche il suo primo affare da dirigente: «Il primo colpo è stato uno scambio: il Monza prende Braida e dà al Palermo Peressin».

Alla base della sua strategia c’è sempre stata una convinzione precisa: «Dal 1975 ho sempre visto una cosa: i valori dei calciatori scendono con il passare del mercato. Se devi vendere lo devi fare all’inizio, se vuoi comprare devi prenderlo alla fine».

Proprio da questa logica nascono i famosi giorni del Condor: «Negli ultimi giorni operazioni che sembravano impossibili diventano possibili. Quelle che erano dei no diventano dei sì».

Infine Galliani ha ricordato alcuni dei colpi di mercato di cui va più orgoglioso: «Il primo è Ancelotti nel 1987. Ma anche Leonardo dal PSG e senza dubbio Alessandro Nesta».

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