Corriere dello Sport: “Rocchi non si presenta in Procura, Pinna: «Convocazione al buio, troppe anomalie nell’inchiesta»”
Gianluca Rocchi non si presenterà davanti ai magistrati di Milano. La decisione, come riportato da Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, è stata presa dal suo legale Antonio D’Avirro, che ha spiegato: «Rocchi voleva presentarsi, ma ho deciso io di rinunciare perché, allo stato, non avendo conoscenza del fascicolo delle indagini preliminari, ritengo di non essere in grado di svolgere efficacemente il mandato difensivo».
Secondo Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, il nodo principale resta quello del presunto «concorso con altre persone». Gli indagati noti sono cinque e tutti appartenenti al mondo arbitrale: Rocchi, Gervasoni, Paterna, Nasca e Di Vuolo. Tuttavia, come sottolinea Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, «nessuna delle altre persone viene specificata», rendendo poco chiaro il perimetro dell’ipotesi accusatoria.
Un punto che alimenta dubbi: se il concorso fosse limitato a questi stessi soggetti, osserva il Corriere dello Sport, resta da capire «dove si consumerebbe la frode sportiva» e quale sarebbe il meccanismo concreto.
Altro fronte critico evidenziato da Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport riguarda le tempistiche dell’inchiesta. L’indagine risultava in scadenza il 26 aprile, con richiesta di proroga già depositata, ma non ancora formalmente concessa. Una situazione che crea un vuoto procedurale proprio nei giorni degli interrogatori.
Come evidenzia Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, Rocchi ha scelto di non presentarsi anche per questo motivo, mentre Gervasoni invece dovrebbe comparire davanti al pm Ascione.
Ulteriore elemento di perplessità riguarda la notifica della proroga: secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, «pare ce l’abbia solo Rocchi», circostanza che solleva interrogativi sulla correttezza formale degli atti.
Infine, il caso Gervasoni. Come sottolinea Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, al supervisore VAR viene contestato un intervento durante Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025. Ma nello stesso momento si disputavano anche due partite di Serie A, con sale VAR separate.
Da qui la domanda chiave sollevata dal Corriere dello Sport:
«Poteva, Gervasoni, essere in due posti diversi nello stesso momento?».
Un interrogativo che sintetizza i dubbi su un’inchiesta definita «complessa» e, per la difesa, ancora piena di zone d’ombra.
