Corriere dello Sport: “Caso Rocchi, verso l’archiviazione dell’inchiesta: attesa la decisione della Procura”
L’inchiesta che coinvolge l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi potrebbe essere arrivata alle battute finali. Dopo gli ultimi interrogatori, la Procura di Milano è chiamata a decidere se chiedere il rinvio a giudizio oppure archiviare il procedimento aperto per la presunta ipotesi di frode sportiva. Come racconta Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, la decisione potrebbe arrivare nel giro di pochi giorni.
Secondo quanto ricostruisce Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, Rocchi è stato ascoltato per quasi quattro ore dal pubblico ministero Ascione, titolare dell’indagine, e dal sostituto procuratore Ielo, destinato a subentrargli nella gestione del fascicolo. Parallelamente sono proseguiti anche gli interrogatori di altri protagonisti della vicenda, tra cui Zappi e l’ex presidente dell’AIA Alfredo Trentalange.
Al momento, però, dagli approfondimenti investigativi non sarebbero emersi nuovi elementi tali da rafforzare il quadro accusatorio. Per questo motivo, spiega ancora Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, tra gli scenari ritenuti più probabili prende sempre più corpo quello dell’archiviazione del procedimento, anche se la decisione definitiva spetterà ai magistrati nei prossimi giorni.
L’indagine ha comunque inciso profondamente sul percorso professionale dell’ex designatore arbitrale. Rocchi, infatti, aveva rassegnato le dimissioni nello stesso giorno in cui erano emerse le prime indiscrezioni sull’inchiesta della Procura di Milano, consentendo così all’Associazione Italiana Arbitri e agli organici arbitrali di concludere regolarmente la stagione di Serie A e Serie B.
Come evidenzia Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, i magistrati dovranno ora valutare tutto il materiale raccolto durante l’attività investigativa. Secondo alcune indiscrezioni, all’interno della Procura non vi sarebbe una totale convergenza di vedute sull’eventuale rinvio a giudizio, circostanza che rafforzerebbe ulteriormente l’ipotesi dell’archiviazione.
L’inchiesta ha comunque cambiato radicalmente il futuro di Rocchi. Prima dell’apertura del fascicolo, l’ex arbitro internazionale era prossimo a concludere il proprio incarico da designatore e stava valutando diverse prospettive professionali, tra cui un possibile ruolo in una federazione estera, un incarico in UEFA oppure una candidatura alla presidenza dell’Associazione Italiana Arbitri.
Nel dettaglio, ricorda Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, Rocchi era stato iscritto nel registro degli indagati insieme ad Andrea Gervasoni, responsabile VAR, Daniele Paterna, indagato anche per false informazioni al pubblico ministero, oltre a Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo.
Le contestazioni riguardavano presunte pressioni esercitate sui VAR in occasione di alcune gare, tra cui Udinese-Parma, con riferimento alla gestione di un episodio da rigore, e Salernitana-Modena. Nell’ipotesi accusatoria figuravano inoltre presunte designazioni arbitrali ritenute favorevoli all’Inter, in particolare quelle relative a Bologna-Inter, oltre alla scelta di evitare l’impiego dell’arbitro Doveri in alcune partite dei nerazzurri.
Il club milanese, così come altri soggetti coinvolti nelle gare citate, non risulta iscritto nel registro degli indagati.
Assistito dagli avvocati Antonio Bana e Antonio D’Avirro, Rocchi ha fornito la propria versione dei fatti agli inquirenti, respingendo ogni contestazione e negando qualsiasi presunta combine a favore dell’Inter o pressione esercitata sul sistema VAR.
Come conclude Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, la Procura è ora chiamata a sciogliere gli ultimi dubbi sul fascicolo. La decisione è attesa a breve e potrebbe mettere definitivamente la parola fine su una vicenda che ha segnato gli ultimi mesi del mondo arbitrale italiano.
